Di ritorno da un rapido mordi e fuggi nel nord Europa, oggi su PC sono di scena i piaceri di Amsterdam. Nella città dei funghetti magici, delle donnine gnude in bella mostra e dei coffee shop accanto alla mesticheria, di quale peccaminosa trasgressione vogliamo farvi parte?

Un panino all’aringa. Esatto. Un panino all’aringa. Anzi, per essere precisi due panini, perché il primo era troppo buono per non avere un seguito.
Chi pensava che gli olandesi mangiassero solo robaccia (io) deve ricredersi: hanno un’orgogliosa serie di street food gustosi ed economici.
Conosciamoli. Così la prossima volta che uscite da un coffee shop con la fame chimica, sapete dove andare a parare.

Kibbeling
Il mio preferito. Cugino stretto del fish and chips: c’è il fish, non ci sono le chips.
Semplicissimo: merluzzo impastellato e fritto, servito con salsine simil-maionese (all’aglio, al whisky e la più classica tartara). L’omino che frigge kibbeling è comune in tutti i mercati, ma ci sono anche bar e caffè che lo preparano. Esigetelo bello caldo: in diversi test la qualità della frittura è risultata sempre ottima, incredibilmente poco unta e croccantosa.
Il kibbeling è tradizionalmente a base di merluzzo, anche se a causa dell’alto prezzo raggiunto dalla materia prima se ne trovano con merlano, nasello e soprattutto merluzzo giallo e merluzzo carbonaro (il pollack). La parola è una corruzione dell’antico olandese e indica per l’appunto le guance di merluzzo, un tempo considerate scarti.
Ve lo tirano dietro: difficilmente una vaschetta costa più di 2,50 Eu.

Broodje Haring
Eccolo, il panino all’aringa. Anche qui, nei mercati, non c’è bancarella di pescivendolo che non lo prepari. Generalmente le aringhe sono marinate (zute haring) per una settimana in una mistura di acqua e aceto molto poco acetata, con cipolle e erbe aromatiche: una tradizione che risale alla cucina ebraica aschenazita, a quando nel ‘600 gli ebrei cacciati dalla Germania trovarono rifugio nella liberale Olanda.
Pulita e sfilettata, l’aringa finisce così nel panino assieme ad una generosa manciata di cipolla cruda ed eventualmente ad un cetriolino sottaceto: gusto morbido e burroso, saporito ma non forte, una delizia al costo medio di 1,50 Eu.
Ruttino alla cipolla e aringa garantito per il resto del pomeriggio.

Stroop Waffel
Tipici di Gouda (quella del formaggio) (sul quale dovremmo ritornare, perché quel che arriva da noi è proprio un altro formaggio, un po’ come la mozzarella che si potrebbe trovare in cina), parenti stretti dei waffel o gaufres del Belgio, a differenza di questi sono meno spugnosi e più biscottosi – il concetto però è lo stesso: una pastella cotta fra due forme d’acciaio calde.
Lo Stroop (sciroppo) è il ripieno, generalmente a base di sciroppo bruno di mais, miele e cannella (ma ci sono infinite varianti), dalla consistenza viscosa anzichenò: un waffel di quì, un waffel di là, lo stroop caldo nel mezzo e buon appetito al costo di 1 Eu.

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44 anni, doppio papà, si occupa da aaaaanni di comunicazione web. Genovese all’anagrafe ma in realtà di solide origini senesi, ha sposato una fiamminga francese creando così un incasinato cortocircuito di tradizioni enogastronomiche