Cocktailsofia, cinque buone ragioni per leggere bene e bere meglio

Il libro di Giovanni Giaccone racconta ricette, miti e leggende dei cocktail. Una bibbia del buon bere: cinque buone ragioni per leggerlo

GiacconeGiovanni Giaccone si è superato, senza dubbio. Giornalista, volto del tg per molto tempo, scrittore serio e pluridecorato si è lanciato in un nuovo progetto: educare alla bevuta consapevole, equilibrata, intelligente e, soprattutto, colta. Infatti, Cocktailsofia (Il Nuovo Melangolo, 2015, 96 pp., 7 Euro), nato un po’ per scherzo e un po’ per necessità dato l’enorme successo ottenuto dalle Guide Ragionate, fiore all’occhiello di Mentelocale, è un susseguirsi irresistibile di ricette, cenni storici, miti e leggende, il tutto condito da sapiente capacità narrativa. Come dire: chi ha il manico, lo usi e non solo per alzare il calice.

A proposito di ciò, non da sottovalutare l’importanza del manuale sull’impatto psicofisico del lettore. Impossibile non rimanere incuriositi e rapiti dal magico quanto immenso mondo del cocktail nella sua, appunto, filosofia evolutiva, nella piacevolezza del comune ludibrio regolato da ferree leggi di provenienza, genuinità ed equilibrio.
Mai più aperitivo fu fine a se stesso: una volta dato il know how, privarsi del piacere di collaborare, forti dello studio, con il proprio bartender di fiducia, snocciolando nozioni tanto storiche quanto scientificamente comprovate, sarà prassi. Quindi, perché privarsi dell’autentica piacevolezza di un cocktail fatto con tutti i crismi, della coscienza integrale di tali crismi in memoria e certificazione, nonché dell’essere in assoluto i più fighi al tavolo, coloro che detengono il Santo Graal in forma di dove-come-quando? Impossibile rinunciare quanto impossibile resistere.

cocktailsofia2Cocktailsofia è una bibbia del bere consapevole e di un certo tipo, grazie, senza dubbio, alla sapiente mano redattrice, abile nello scivolare via nella esposizione quanto abile oratore, Messer Giaccone, nel caso in cui si intenda seguire una delle presentazioni del manuale. Competente, preciso e ottimo, da gustare e regalare. Per fortuna il mondo del cocktail, così come il magico universo vinicolo per non parlare delle galassie dei birrifici, lasciano ben sperare in prossime uscite, così come previsto per Cocktailsofia volume 2, in maggio, sempre per Il Melangolo.

“Mai più bocca fu arsa da desio quanto quella assetata di bontà e conoscenza”. Prosit.

Le 5 ragioni, in breve:

  1. Per i pigri. Un manuale di poche pagine, invoglia nel senso e nella consistenza. Per tutti, anche quelli abituati a leggere soltanto le etichette del lavaggio abiti.
  2. Per gli scarsamente abituati. Scritto in maniera semplice, immediata e veloce, senza tralasciare nulla. Nuovamente per tutti, anche per quelli idem come sopra
  3. Per chi non è sommelier di professione. Perché il passo dal bere-tanto al bere-bene non è mai scontato, anzi. Chi riesce, perché appassionato e danaroso, a nutrirsi di nettari pregiati è già un figo di per sé. Per i comuni mortali, sapere cosa e il perché lo si sta facendo in maniera, ovviamente, sbagliata è raccomandabile.
  4. Perché agevola l’accoppiamento. L’evoluzione si basa su un passo in avanti, che si può tradurre nel: beviamo tutti, beviamo meglio, beviamo consapevolmente. E poi aiuta nell’approccio interrelazionale.
  5. Perché è un eccellente regalo. Per compleanni, matrimoni, comunioni, funerali e affini. Insomma, dove si beve, è bene portare conoscenza. E non impegna. Come il blu.
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Hira Grossi
Nasce e resta femmina, mamma e giornalista. Da anni si dedica assiduamente alla tradizione enogastronomica del gozzovigliamento hardcore, raggiungendo vette e risultati altissimi. Molti amici chef e sommelier cercano, invano, di insegnarle trucchi del mestiere