È difficile non aver sentito parlare di Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, se mai vi siete interessati a qualunque cosa che abbia a che fare con la birra di qualità – che essa sia artigianale italiana o venga più tradizionalmente dal Belgio.
È anche difficile riassumere in poche parole chi sia o cosa rappresenti Kuaska per tutti coloro che amano tuffare il naso in un boccale: evangelista birrario, cintura nera di degustazione, naso sopraffino, pioniere in quasi tutto ciò che riguarda la birra in Italia (forse senza il quasi), affabulatore inesauribile, poeta e istrione, padre nobile della scena artigianale.

Per la prima volta Kuaska si racconta in un libro, La birra non esiste (Altreconomia, 176 pagine, 14,50 €) una specie di biografia che è soprattutto una scusa per parlare – ovviamente – di birra. E tanto per gradire è bestseller della sua categoria su Amazon.

Kuaska sarà a Genova lunedì 15 febbraio allo Scurreria Beer & Bagel per presentare il libro e non c’è persona più felice di lui – genovese attaccato alla sua città come solo gli “espatriati” sanno fare.

“Quando arrivo a Principe non mi guardo nemmeno intorno, che sennò mi ribolle il sangue”, esordisce. “E poi sono felice perché Genova finalmente si sta un po’ svegliando, è stato il primo posto dove si è fatto il corso delle birre acide, ci sono tre locali dove si può fare un pub-crawl e che sono anche amici fra di loro, e il Genova Beer Festival è andato benissimo”.

Il libro sta andando bene…
“Qualcuno mi ha detto che lo sta leggendo piano perché sennò lo finisce troppo velocemente. Scherzi a parte, è piaciuta molto la parte aneddotica, e quindi magari ne farò un altro con ancora più spazio per gli aneddoti”.

Una cosa che non stupisce chi ha assistito ad una delle tue serate.
“Quando ho iniziato a fare questo lavoro in Italia mi prendevano in giro, ma perché ci parla del cane, della nonna del birraio… E invece finalmente si è capito che la parte aneddotica è fondamentale per capire  il contesto e la personalità del birraio”.

Cosa ci dobbiamo aspettare durante la presentazione allo Scurreria?
“Cercherò di tirare fuori qualche storia inedita, magari legata anche alla città. Dalle 15 in poi ci sediamo lì e si chiacchiera con chi vuole venire, poi dalle 18 faccio la presentazione vera e propria. Ad ogni modo una cosa informale, a chiunque venga posso fare una presentazione personalizzata: Kuaska on demand. Quindi chiedete e vi sarà dato, e date da bere agli assetati. Ah, non si parlerà di calcio”.

Momento pubblicitario: a chi consiglieresti il libro?
“I miei destinatari d’elezione sono quelli che non sanno distinguere fra la birra e il bicchiere, ma può essere godibile per tutti. Non ci sono solo aneddoti ma anche qualche tabella didattica: gli stili delle birre, come si degusta, articoli tecnici. E poi se non piace, invece di costare 14 euro lo possiamo vendere a 2 euro, solo per la prefazione, perché è un libro con la prefazione scritta direttamente da dio: Jean Pierre Van Roy di Cantillon”.

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44 anni, doppio papà, si occupa da aaaaanni di comunicazione web. Genovese all’anagrafe ma in realtà di solide origini senesi, ha sposato una fiamminga francese creando così un incasinato cortocircuito di tradizioni enogastronomiche