Anche il mondo dei bar ha la sua classifica, e giovedì scorso a Londra sono stati proclamati i 50 locali più cool del pianeta. A dominare la classifica, Inghilterra (14 locali) e Stati Uniti (10) e, soprattutto, Londra e New York, che hanno piazzato nei primi 10 ben 9 indirizzi.

Due i bar italiani presenti nei World’s 50 best bars: il Jerry Thomas, mitico speakeasy di Roma e il Nottingham Forest di Milano guidato da Dario Comini. C’è un terzo locale italiano, tra i primi 100, ed è il Nu Lounge di Bologna, il bar dal mood tiki di Daniele Dalla Pola.

La classifica è il risultato di una giuria internazionale, composta da barman, giornalisti ed operatori del settore. Sono 11 i giurati italiani, tra cui Leonardo Leuci, barman del Jerry Thomas.

Un tuo giudizio sulla classifica?
Premesso che per un bar piccolo come il Jerry Thomas è sempre un onore essere presenti in questa lista, va detto che questa classifica è il frutto di un sistema che premia non solo le capitali del bere miscelato, ma soprattutto le città dove si svolgono i grandi eventi internazionali legati alla mixologist e al beverage.
L’Italia in questo settore non ha eventi di respiro internazionale, e quindi è più difficile che i giurati abbiano occasione di scoprire i locali italiani. Poi, se qualche giurato italiano preferisce votare per locali di Singapore o New York, in futuro i locali inseriti saranno anche meno dei due attuali.

Nel frattempo, mentre il Jerry Thomas continua il suo percorso, c’è da registrare la novità de La Punta (Roma, via Santa Cecilia 8), l’agaveria che voi “ragazzi” del Jerry Thomas avete appena aperto.
Sta riscuotendo un grande successo. Non è un tex-mex come tanti, ma un locale unico nel suo genere. Abbiamo 400 etichette esclusivamente di agave spirits, e una cucina messicana ancestrale da street food gourmet.

Altre novità all’orizzonte?
Da un mese stiamo lavorando anche al Mad Dog di Torino. Nato come speakeasy, manterrà in parte questa filosofia, ma sarà anche un social club, una cantina 2.0, dove daremo grande rilevanza alla musica dal vivo – jazz, ma non solo – e concentreremo l’offerta sugli spirits italiani: avremo una carta di spumanti solo dell’Alta Langa, e poi spazio a vermouth, amari, bitter, grappe e gin di produzione italiana. Il Piemonte è una grandissima eccellenza enologica e gastronomica, e merita questo spazio.

Ecco la classifica dei primi 10 locali (oh, vien utile se si va a Londra o new York)
1) The dead rabbit, New York (nella foto di apertura)
2) American bar, Londra
3) Dandelyan, Londra
4) Connaught bar, Londra
5) Attaboy, New York
6) The gibson, Londra
7) Employees only, New York
8) Nomad bar, New York
9) The clumsies, Atene
10) Happiness forgets, Londra
classifica completa: clicca qui

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Sotto i 40 (anni), sopra i 90 (kg), 3 figlie da scarrozzare. Si occupa di enogastronomia su carta e web. Genoano all’anagrafe, nel sangue scorrono 7/10 di Liguria, 2/10 di Piemonte e 1/10 di Toscana. Ha nella barbera il suo vino prediletto e come ultima bevuta della vita un Hemingway da Bolla.