Tequila e Mezcal si ottengono dalla distillazione dalla medesima pianta, ossia l’agave, pianta spinosa che cresce negli altipiani desertici del Messico centrale. Il tequila (già, è maschile) è un particolare tipo di mezcal, prodotto esclusivamente nello stato di Jalisco da un unico tipo di agave, l’agave tequilana Weber della varietà azul (agave blu). Per produrre il mezcal, invece, si possono utilizzare più di trenta varietà di agave (in Messico ne esistono circa 150 varietà), provenienti da sette zone del Messico.

Mezcal e tequila si ottengono dalla distillazione dalla “piña“, ovvero il cuore dell’agave, che si ottiene tagliando le foglie della pianta, per arrivare al suo centro. Ogni piña pesa circa 50 kg. Frantumandola, cuocendola in forni alimentati a carbone e facendo fermentare il liquido ottenuto, si ottiene il distillato.

Ulteriore differenza: il mezcal deve essere 100% agave, mentre nel tequila si possono utilizzare fino al 49% di zuccheri aggiunti (i tequila migliori, ovviamente, sono 100% agave).

E il gusano?

Già, e il gusano, il mitico vermicciatolo che contraddistinguerebbe il mezcal dal tequila? L’usanza di metterne uno nelle bottiglie nasce intorno agli anni ’40 del secolo scorso, soprattutto nelle vendite al mercato americano, come simbolo di “genuinità”.

Si tratta di una larva di lepidottero (Gusano Blanco o Gusano Rojo) che vive all’interno dell’agave e che in Messico viene abitualmente mangiato, fritto con sale e peperoncino, anche perché tradizione vuole che sia allucinogeno e afrodisiaco.

Questa seconda virtù nasce da una leggenda che ha come protagonista la dea Mayatl, dea del Mezcal, dotata di 40.000 seni, stillanti mezcal, con cui nutriva i suoi sudditi. Un giorno la dea si sentì particolarmente eccitata: era per via di un verme gusano, nato nel suo cuore. E fu quel giorno che, per la prima volta, si innamorò di un guerriero, imperioso, chiamato Chag, che – come altri – era attaccato ai suoi seni. Ma per quanto fosse coraggioso, le attenzioni della dea erano troppo per Chag, che cadde svenuto.
La dea allora, lo attaccò al suo più bel seno, ricco di Mezcal: il distillato aiutò il giovane a riprendersi. Ma come raccontano molti miti, l’amore tra un umano e una divinità non può soddisfarsi. La dea gli donò il gusano cresciuto nel suo cuore. Chag, appena lo ebbe mangiato, si trasformò in una divinità immortale, e grazie alle doti afrodisiache del verme, la amò ininterrottamente per sette giorni e sette notti.

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Sotto i 40 (anni), sopra i 90 (kg), 3 figlie da scarrozzare. Si occupa di enogastronomia su carta e web. Genoano all’anagrafe, nel sangue scorrono 7/10 di Liguria, 2/10 di Piemonte e 1/10 di Toscana. Ha nella barbera il suo vino prediletto e come ultima bevuta della vita un Hemingway da Bolla.

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