Cookies 2 | John Cage, la macrobiotica e la ricetta dei biscotti alle mandorle

Il compositore americano era anche un cuoco provetto. Su consiglio di John Lennon scoprì la macrobiotica. Ecco la ricetta dei suoi biscotti alle mandorle

Che il compositore John Cage, oltre ad aver rivoluzionato il concetto di musica in epoca contemporanea, fosse anche un cuoco provetto è risaputo.
Le sue doti culinarie erano leggendarie nella New York bohèmienne degli anni cinquanta e sessanta, così come era leggendaria la sua passione per i funghi, che raccoglieva lui stesso nei boschi poco fuori città per poi cucinarli a tavolate di amici. Il pianista Morton Feldman narra di sughi per la pasta preparati utilizzando trenta varietà diverse di funghi, e le sue ricette del coq au vin e della crème brulée attiravano orde di artisti affamati da ogni angolo della grande mela.
Quello che invece si sa un po’ meno è che a partire dagli anni settanta, dopo alcuni problemi di salute e in linea con un certo percorso interiore che lo portò ad approfondire le filosofie e le religioni orientali, John Cage si convertì con entusiasmo alla cucina macrobiotica, diventandone in poco tempo un profondo conoscitore e divulgatore. Ad introdurlo alla macrobiotica nientemeno che John Lennon e Yoko Ono, all’epoca suoi cari amici e vicini di casa, che convinti della bontà di questa scelta lo incoraggiarono facendogli dono di numerosi libri sul tema.

cagecooking (1)Gli aderenti allo stile di vita macrobiotico credono che la chiave per il raggiungimento della salute (fisica, mentale, spirituale) sia la ricerca, nel nostro quotidiano, dell’equilibrio (secondo i principi dello yin e dello yang).
In tale visione, il cibo assume un ruolo fondamentale, costruendo e modificando il nostro fisico e di conseguenza influenzando la nostra mente e il nostro spirito.
In una società sempre più consumista e abituata ad una super-alimentazione spesso scorretta e sregolata, la macrobiotica propone un modo di nutrirsi biologico ed estremamente semplice. Si tratta di un’alimentazione basata su cereali, legumi e verdure (tutte tranne patate, pomodori e melanzane). Carne, uova, latticini, zucchero, sale, caffè sono banditi, mentre è consigliato il consumo di semi, frutta secca e anche di un po’ di pesce. In generale, come nella cucina vegana, si cerca di evitare i grassi animali a favore di quelli vegetali.

Cage trovò che la dieta macrobiotica faceva bene al proprio corpo e in poco tempo cambiò radicalmente il suo modo di nutrirsi e cucinare, adattandolo a questo nuovo stile di vita. Diventò talmente abile a sfornare piatti salutari a base di cereali e legumi che gli amici, inizialmente sbigottiti da questo cambiamento, si abituarono presto alle nuove pietanze e tornarono ad affollare la sua sala da pranzo.
Su internet si trovano un certo numero di ricette macrobiotiche di John Cage, trascritte e tramandate da colleghi e amici artisti ospiti alle sue cene. Ne ho provate alcune – un po’ per curiosità, un po’ perché amo Cage e un po’ perché, pur non essendone la prima fan, la cucina macrobiotica mi piace – e qui vi propongo quella dei biscotti alle mandorle.

È velocissima e incredibilmente semplice e, anche se non incontrerà il gusto di tutti (la macrobiotica è abbastanza hardcore, per dirla con un eufemismo), credo possa incontrare quello di alcuni.
I biscotti che vengono fuori sono bruttissimi però piuttosto buoni, a quella maniera incomprensibile in cui è buona la cucina macrobiotica: stenti a trovare il coraggio di assaggiare, poi lo fai e lì per lì rimani perplesso, infine ne vuoi ancora e continui a cercarla, senza neanche sapere bene perché.

Ricetta dei biscotti macrobiotici di John Cage

Per ottenere circa 20 John Cage Cookies sono necessari (mi raccomando, se provate a farli: ingredienti bio e di prima qualità! la semplicità estrema di questa ricetta non perdona):

1 tazza di mandorle (circa 140 gr)
1 tazza di fiocchi d’avena (circa 110 gr)
1 tazza di farina integrale (circa 130 gr)
1/2 tazza di olio EVO (circa 90 gr) – la ricetta originale prevede l’olio di mandorla, ma da noi è molto difficile da trovare, quindi un evo leggero va benissimo
1/2 tazza di sciroppo d’acero (circa 125 gr)
composta di frutta alle albicocche e alle fragole (non usate la marmellata, che contiene zucchero, ma le composte 100% frutta che si trovano nei negozi bio).

1) Frullate nel robot le mandorle e i fiocchi d’avena fino a renderli farina. In una terrina aggiungete la farina integrale e un po’ di cannella a piacere. A questo punto aggiungete i liquidi (olio e sciroppo d’acero) e mescolate fino ad ottenere un composto umido e appiccicoso.

2) Fate delle palline e sistematele su una teglia ricoperta di carta da forno, appiattitele un po’ e formate una cavità al centro di ognuna, che andrete a riempire con la composta di frutta.

3) Infornate a 180 gradi per 20-25 minuti (saranno pronti quando leggermente dorati).

Ed ecco il risultato (ve l’avevo detto che sono brutti!)

 Biscotti di John Cage

CONDIVIDI
La nostra vegana da combattimento. Appassionata di musica strana e di libri in inglese, ha inventato la moda del “selfie con cane”. È bionda con gli occhi azzurri, ma il suo numero di telefono ce lo teniamo per noi

NIENTE DA AGGIUNGERE?