Lo ammetto. Scrivo questo pezzo per farmi pubblicità. Ma cerco di farlo con un pizzico di eleganza e senza uscire dai canoni di questo blog meraviglioso (questa si chiama captatio benevolentiae).
Oggi volevo accompagnarvi verso nord, e non è una novità, ma virando più verso occidente e l’arcipelago britannico, e per farlo userò il fish and chips e l’haggis. Ma dicevo che scrivo per farmi pubblicità, e quindi… tadaaaaa: è uscito il mio primo romanzo, dal titolo Confessioni di un ubriacone dai piedi buoni. Una storia di calcio, pioggia, alcol e solitudine. Ma, perché no, anche di cibo e buon bere!

Fish and chips

Il fish and chips è il piatto preferito di Jimmy Sullivan, il protagonista della storia. Uno nato con dei piedi sopraffini ma che finisce col passare il suo tempo in compagnia del bicchiere. Le sue serate  le trascorre nell’unico pub dell’isola dove vive. Si ubriaca (bevendo London Pride e Talisker, sul tracannare è un intenditore) e spesso per cena il barista gli allunga l’ultimo piatto di questa prelibatezza decisamente british.

Pronti? Allora, per realizzarlo tagliate a filetti spessi almeno due dita del merluzzo fresco, infarinatelo, passatelo in un corposa pastella realizzata con farina, sale e birra rossa e friggete!
Da accompagnare rigorosamente con patatine fritte tagliate ben grossolanamente, in modo che siano croccanti fuori e morbide dentro. Obbligatorio intingere tutto nella salsa tartara: l’ideale è fare da voi la maionese e aggiungere a questa salsa miracolosa un trito di giardiniera e un pizzico di senape! Non potrete farne più a meno.

Haggis

L’haggis è un piatto molto tradizionale, molto saporito e molto scozzese. È la pietanza che vaga nella memoria di Robert Iverson, il coprotagonista del romanzo, altro calciatore sfortunato. Lo preparava sua nonna, “con patate e molta rutabaga”! Per fare un salto alle Highlands servono frattaglie di pecora, rognone e farina d’avena. Si cuociono le frattaglie (per ore!!!) e poi si mescola con grasso cotto di manzo, cipolla, avena e spezie. Questo potpourri viene macinato e insaccato, infine cotto al vapore e servito a fette con purè di patate, salsa al whisky e, se vi va, appunto la rutabaga, un tubero che – lo confesso – non ho ancora avuto l’occasione di assaggiare.

Ecco qua due piccole ricette per sognare  di essere nel bel mezzo della campagna inglese, tra cottages con di fronte il mare in tempesta e vecchi pub. Se vi va, andate alla ricerca di Jimmy Sullivan, vedete come sta, e portategli i miei saluti!

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Calcio, basket e cucina, le mie grandi passioni. Mi piacerebbe anche riuscire dignitosamente in almeno una di queste attività, ma sarà per la prossima volta. Nato a Sestri Levante, redattore siti web e telecronista. Difficile farmi stare zitto!