Giallo, terra di Siena, verde oliva. Sono i tre colori forti e potenti su cui David Tremlett, artista originario della Cornovaglia e autore di opere in tutto il mondo, ha basato l’imponente wall drawing che ha interessato la piccola chiesetta della Beata Maria Vergine del Carmine che domani verrà inaugurato a Coazzolo, nelle Langhe.

L’appuntamento è per le ore 11.30. Ci sarà l’artista, a cui verrà data la cittadinanza onoraria del piccolo borgo, e poi festa grande con vino e piatti della tradizione realizzati dalle famiglie di Coazzolo.

I panorami di Langa sono quasi sempre maestosi, soprattutto se si è in collina, lontano da certe brutture dei fondovalle. Ma alcune angolature regalano scorci più fortunati. È il caso di questa chiesetta, in località Gallo. Da qui la conca di vigne sembra un’incisione all’acquaforte, così come il profilo del Monviso che si staglia imponente sopra le colline nelle giornate terse.

David Tremlett ha trasformata esternamente la cappella in un’opera d’arte contemporanea, con oltre 300 metri quadri di superficie pittorica esterna. La tecnica principale impiegata è stata quella del wall drawing, il linguaggio preferito dall’artista.

Tremlett – che è tornato a lavorare nelle Langhe vent’anni dopo la realizzazione della Cappella del Barolo a La Morra – ha anche attinto al suo passato di scultore per progettare i lavori sulle facciate e sul tetto. La superficie è stata suddivisa in tre parti con altrettanti colori dominanti: giallo per l’atrio porticato, terra di Siena per il corpo della chiesa e verde oliva per la sacrestia e il basamento. Un’opera audace, ma in perfetto rapporto con le colline circostanti.

Ma tutto questo è stato reso possibile anche grazie all’ideatore e committente Silvano Stella, oggi proprietario del castello di Coazzolo, dopo una vita passata in giro per il mondo come designer d’abbigliamento. “Il mio obiettivo è stimolare una dialettica fra noi che abitiamo e trasformiamo il paesaggio, non sempre migliorandolo, si pensi a molti fondovalle, e artisti di altissimo livello, che con i loro molteplici linguaggi ci possono ispirare e far ritrovare quella sensibilità estetica talvolta smarrita, che i nostri predecessori sembravano possedere naturalmente” spiega Stella.

Tremlett racconta così il suo coinvolgimento: “Quando Stella mi ha portato a Coazzolo per la prima volta, mi sono subito innamorato dell’idea. I miei genitori erano contadini e qui ho ritrovato i loro valori di semplicità, genuinità, onestà, gli stessi che credo potrà provare chiunque, visitando la Chiesetta ed entrando in contatto con questa comunità. Una comunità, fatta di persone di ogni età, che ha partecipato attivamente a quest’opera condividendo con me tempo, storie, cibo e vino”.

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Sotto i 40 (anni), sopra i 90 (kg), 3 figlie da scarrozzare. Si occupa di enogastronomia su carta e web. Genoano all’anagrafe, nel sangue scorrono 7/10 di Liguria, 2/10 di Piemonte e 1/10 di Toscana. Ha nella barbera il suo vino prediletto e come ultima bevuta della vita un Hemingway da Bolla.

1 OPINIONE

  1. Molto interessante sia il blog che l’articolo nello specifico . Mi sto facendo un giro web su queste chiesette langarole dipinte ; per me è una bellissima scoperta perchè si rivitalizza un’area ed il luogo sacro acquista vivacità e calore . Devo ringraziare Rai 3 ( canale radio ) che questa mattina 14 ottobre ha presentato la cappella del Barolo , fornendomi tanti spunti da arrivare a ” Papille clandestine ” .
    Grazie ancora ad Alessandro con cui condivido la passione enologica con annessi e connessi
    Letizia da Genova

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