Come ha affermato recentemente Obama, come si fa a non amare un paese che produce birre e cioccolato? Io aggiungerei anche le frites e gli speculoos, ma andiamo con ordine.
In Belgio non so se ci sarei mai andata, se non fosse stato per Kuaska (per i non birrofili: andate a vedere il suo sito per sapere di chi parlo, www.kuaska.it) e la mia nascente passione brassicola. Primo viaggio nel 2009, organizzato dalla storica Compagnia della Birra di Genova, all’epoca guidata da Massimo Versaci (il maltus del birrificio Maltus Faber): non conoscevo nessuno se non loro due, partenza in pullman e via, verso l’agognata meta, attraversando Svizzera, Francia e Lussemburgo (“paesi inutili se non per arrivare in Belgio”, cit. K).

Di quel viaggio mi ricordo l’insonnia sui sedili a bordo, lo stupore nel vedere quanto bevessero i miei soci già al mattino e l’accoglienza ogni volta riservataci dai birrai all’arrivo: era tutto un “Lorenzo!!!”, baci e abbracci e birre a fiumi.
Guelzerie TilquinEppoi il mio battesimo da Cantillon, il brassin public (la cotta aperta al pubblico che avviene due volte l’anno), il profumo che si respirava nell’aria, le botti che trasudano mosto (sì, botti in un birrificio… poi ne riparleremo), vapori nell’aria e ragni alle pareti… e la scritta, famosissima “Le temps ne respecte pas ce qui se fait sans lui”, forse una delle immagini più fotografate dopo il Manneken pis.

Dei viaggi che sono seguiti segnalo la visita alla Gueuzerie Tilquin, in Vallonia, non un vero e proprio birrificio, in quanto Pierre Tilquin è un assemblatore di lambic: compra il mosto brassato da quattro produttori, lo assembla e lascia maturare in botti di rovere per 1, 2 o 3 anni, infine imbottiglia per almeno 6 mesi e in questo modo ottiene la oud gueuze.
Pierre è uno dei più giovani e dei più bravi in questo mestiere, ne produce pure una versione con le prugne, la Quetsche, molto piacevole.

Anversa, città molto carina da visitare, con alcuni buoni locali dove bere e mangiare, e dove siamo stati in occasione del Modeste Bier Festival, famosa per il birrificio De Koninck (consigliata la visita guidata) ed il suo caratteristico bicchiere, il bolleke.

Lo storico birrificio Rodenbach, a Roeselare nelle Fiandre occidentali, è la meta irrinunciabile per gli amanti delle Flemish red; poi il birrificio De Glazen Toren, famoso per la sua Saison d’Erpe Mere e il suo birraio-matematico Jef Van Den Steen, un personaggio da conoscere; a Bruxelles vale la pena andare a trovare i ragazzi del birrificio De la Senne, produttori della Taras Boulba e della Zinnebir, per nominarne solo due tra le più famose. Segnatevi poi anche una visita a Beersel da 3 Fontainen.

Botti BirraNei pochi momenti in cui non ho “degustato” birre ho anche fatto la normale turista… Bruxelles è una città multietnica, piena di locali, piacevole da girare, dove comprare cioccolato (i miei preferiti Marcolini e Laurent Gerbaud), dolci che fanno tornare bambini da quanto profumano di burro (Dandoy sta pure in Rue au Beurre!) e, ovviamente, birre.
Qui avete solo l’imbarazzo della scelta, d’altronde siamo in un paese dove l’arte brassicola è ai massimi livelli. Ah, Bru è anche la capitale della bande dessiné, cioè dei fumetti: un po’ ovunque vedrete murales di Tin Tin e altri personaggi della vostra infanzia, moltissime librerie con una vastissima scelta di fumetti e pure il Museo del Fumetto, ça va sans dire.

Le birre non sempre stanno ferme nei birrifici: a volte si muovono e si radunano, come nei festival. In Belgio ne segnalo due in particolare: lo Zythos Bier Festival, e l’International Gueuze & Kriek Festival Payottenland, meglio come conosciuto come “La notte della Grande sete” (un nome, una garanzia…), dove migliaia di appassionati da tutto il mondo si ritrovano ogni due anni per bere litri e litri di birre a fermentazione spontanea nella regione che ne ha dato i natali.

CantillonE a proposito di appuntamenti, tra qualche ora sarò di nuovo lassù per un evento immancabile: la Quintessence Brassicole da Cantillon. Sarà in scena tutta la produzione brassicola del birrificio, che è pure museo della birra, e quest’anno saranno ospitati due produttori americani d’eccezione, Allagash e Russian River, con le loro birre a fermentazione spontanea. L’edizione precedente aveva visto tre birrifici italiani (Loverbeer, Montegioco, Baladin), che per l’occasione avevamo potuto tracannare degustare insieme a specialità belghe ed italiane, come la battuta di carne della Granda, pane burro e acciughe, la robiola di Roccaverano.

Bene, iniziate a programmare la vostra prossima vacanza belga, c’è pieno di voli low cost là fuori!

Prossimamente su questi schermi: Belgio for dummies seconda parte, con Orval e Westvleteren.

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Barbara Boero
Nata dalla fusione tra l'orzo Maris Otter e il luppolo Styrian Golding, è l’unica donna il cui nome anagrammato dà “Portami un’altra birra, e portamela ballando”. Indovinate di cosa scrive su Papille?