E’ solo alla fine, quando non rimane più nulla, che ti accorgi del vero senso di una casa. Quando il luogo dove hai affastellato decine o centinaia di oggetti inutili e utili, cari (in senso sentimentale) e necessari, si riduce a scheletriche mura spoglie. Alla fine di un trasloco, nelle stanze che rimbombano della tua voce, non ritrovi più nulla. Ecco, una casa torna allora alla sua primaria funzione:  involucro essenziale. Capisci infine che tutta le storie che ci sono passate dentro, incontri, amori, amicizie, concepimenti, solitudini, affanni e riposi, vengono via con te. In questa situazione, di confine e di passaggio, urge compiere l’ultimo atto. Seduto per terra, là dove il tavolo si appoggiava al muretto, ti concedi l’ultimo desinare a pane e salame. Quattro bocconi e via: è tempo di mordere un’altra casa.