Le dittature, si sa, amano farsi belle ospitando importanti manifestazioni sportive. Anche l’Argentina di Videla ha la sua occasione per nascondere l’orrore quotidiano sotto lo zerbino e mostrare al mondo il suo volto migliore. L’Italia gioca un gran bel calcio, gettando ottime basi per il mondiale successivo. L’Argentina allenata da quella volpe del Flaco Menotti soffre nel primo gironcino e vince il secondo, accedendo alla finale, grazie alla famosa mermelada peruana. Argentina – Perù: ai padroni di casa servono almeno quattro gol (e tre reti di scarto) per appaiare in classifica il Brasile, superandolo nella differenza reti. Il pallottoliere, alla fine, dice sei, con tanti sospetti sul portiere Quiroga, argentino, ma naturalizzato peruviano solo un anno prima del mondiale. La finale, al Monumental di Buenos Aires, è tra Argentina e Olanda. Crujiff non c’è più, l’Olanda è comunque forte, ma l’Argentina vince 3-1 [38′ Kempes (A), 82′ Nanninga (O), 105′ Kempes (A), 116′ Bertoni (A)] e si laurea per la prima volta campione del mondo. La nostra foto? Una bella marmellata sudamericana (© ph jrredondo).