Questo nostro percorso attraverso tutte le edizioni dei mondiali, viste con lo sguardo dei buongustai, arriva al termine. L’edizione appena conclusa del Campionato Mondiale di Calcio 2010 si festeggia a suon paella: la Spagna si laurea campione del mondo due anni dopo aver vinto l’Europeo, alla prima qualificazione ad una finale mondiale. La paella è alla valenciana, se è vero che David Villa (Valencia appunto) è stato uno dei giocatori più determinanti del torneo.

Le arance olandesi tornano a casa un bel po’ deluse, visto che loro in finale ci sono andati già tre volte, e le hanno sempre buscate.

Ma quest’anno c’è un altro grande idolo che ha entusiasmato le folle durante il Mundial sudafricano Accanto ai vincitori del trofeo più importante, le splendide furie rosse, esce da trionfatore il polpo Paul, ospite nell’acquario pubblico di Oberhausen in Germania, che ha azzeccato tutti i pronostici fatti nel corso nel Mondiale di Sudafrica.
La sua carriera non inizia qui: ha iniziato a predire il futuro calcistico agli Europei del 2008, e fino ad ora ha sbagliato solo due pronostici su 13.

Come decide Paul? Dopo un periodo di digiuno forzato, viene messo di fronte a due cassette contenti del cibo. Ognuna ha una bandiera a rappresentanza di una nazione in gioco. La prima cassetta su cui Paul si dirige è la vincente. Io sono quasi sicuro che se avesse il tempo le farebbe vincere tutte e due le squadre, comunque.

Il polpo Paul, tuttavia, è anche un personaggio controverso. Il suo addestramento scatena le ire degli animalisti, che si lamentano della privazione forzata del cibo (condizione necessaria al pronostico). Inoltre, si allarga la schiera di ex amanti del polpo con patate. Perché Paul è troppo intelligente per finire su un piatto con il prezzemolo.

La mia compagna, inguaribile romantica, mi dice a un certo punto: ma lo sai che il polpo si sceglie una compagnia e resta con lei tutta la vita?

Sì, e poi?

C’è chi – amante dell’apnea – giura di aver visto il polpo farsi un sentierino di sassolini davanti alla tana. Che se gli sposti un pezzo, lo rimette subito in riga. Paul precisino.

Insomma, c’è qualcosa che il nostro cefalopode non sappia fare? Inizio ad essere invidioso.

Goodbye Paul, alla prossima partita.

Ps: ci vediamo tra quattro anni. Speriamo che Paul sia ancora a fare macumbe, e che Prandelli ci faccia di nuovo divertire a guardar giocare l’Italia. Speriamo.