La battaglia degli spot birrari

da | Feb 4, 2015

Sta facendo discutere da giorni lo spot che la Budweiser ha mandato in onda in uno dei prime time più succosi di tutto l’anno televisivo americano, il terzo quarto del Super Bowl 2015. In pratica un attacco frontale al mondo della birra craft, cioè la birra artigianale, imperniato su una visione da cowboy: la birra artigianale è per i fighetti hipster, mentre noi rudi americani veraci beviamo la bud e baciateci il culo.

Questo il testo:

[pull_quote_center]Proudly a macro beer. It’s not brewed to be fussed over. It’s brewed for a crisp, smooth finish. This is the only beer Beechwood aged since 1876. There’s only one Budweiser. It’s brewed for drinking. Not dissecting. The people who drink our beer are people who like drinking beer. To drink beer brewed the hard way. Let them sip their pumpkin peach ale. We’ll be brewing us some golden suds. This is the famous Budweiser beer. This bud’s for you.[/pull_quote_center]

“Brewed the hard way” sarà lo slogan delle pubblicità della Bud per i prossimi tre mesi, annunciano dalla Anheuser-Busch InBev (un mega colosso multinazionale, nonché principale produttore di bevande alcoliche nel mondo), e un po’ si stupiscono degli insulti che stanno ricevendo, perché loro – dicono – non volevano offendere nessuno.

Scende la Budweiser, sale il segmento craft (da Slate.com)

Scende la Budweiser, sale il segmento craft (da Slate.com)

L’intenzione sarebbe quella di fermare l’emorragia di vendite del marchio, che sta perdendo significative quote di mercato e che è stato raggiunto dalle birre craft.
Peccato che anche se l’artigianale vale ormai circa il 14% del business, le vere responsabili dell’appannamento della Budweiser siano le versioni light delle birre – fra tutte proprio la figlioccia Bud Light, ovviamente sempre della Anheuser-Busch InBev e prima birra venduta negli USA (seguita da Coors Light).

Quindi gli appassionati di craft non hanno tutti i torti a offendersi. La risposta non si è fatta attendere. Fra i tanti contro-slogan che stanno vedendo la luce in queste ore, ci ha pensato Hopstories.com a produrre velocemente un video spoof che ribalta la visuale.

La cosa comincia a farsi divertente.

Autore

Giulio Nepi

44 anni, doppio papà, si occupa da aaaaanni di comunicazione web. Genovese all’anagrafe ma in realtà di solide origini senesi, ha sposato una fiamminga francese creando così un incasinato cortocircuito di tradizioni enogastronomiche

Leggi gli articoli correlati

Articoli correlati

Il pesto, specchio di noi liguri

Il pesto, specchio di noi liguri

Condimento? Salsa? Ricetta? Non solo. Il pesto per ogni ligure è molto di più. Qualcosa di intimo, personale madeleine (al pari della focaccia, va detto), ricetta di famiglia, roccia granitica sulla quale si costruisce il proprio senso del gusto. È quasi una...

Il nuovo look papillo

Il nuovo look papillo

Da oggi Papille Clandestine sfoggia una nuova veste grafica. Era da un po' che ne parlavamo e l'idea ormai era matura: restava da trovare un'anima gemella a cui affidare il compito, e l'abbiamo trovata in Mochi Design - studio di comunicazione integrata che...