Da oggi Papille Clandestine sfoggia una nuova veste grafica. Era da un po’ che ne parlavamo e l’idea ormai era matura: restava da trovare un’anima gemella a cui affidare il compito, e l’abbiamo trovata in Mochi Design – studio di comunicazione integrata che incidentalmente, giuriamo, incidentalmente, è formato da sole donne.

Non vi tedieremo sulle scelte grafiche – il risultato salta all’occhio subito, un sito più asciutto e pulito – ma due paroline sul perché le spendiamo.

Chi ci segue da un po’ ormai lo sa, da tre anni Papille si è trasformato in un’Associazione Culturale che fa un sacco di cose belle a Genova e dintorni. Abbiamo chiuso il 2017 con quattrocento soci, che non sono proprio bricioline, e ormai la maggior parte del nostro tempo – che prima era dedicato al blog e al calcetto – è speso per l’associazione.
Il blog cominciava a languire, e in più si faceva urgente trovare maggior spazio per comunicare le attività associative. Per un po’ abbiamo provato a usare un sistema collaudatissimo e moderno: procrastinare. Ma poi, dopo aver conosciuto le Mochi, abbiamo capito che la strada era ripensare Papille, iniziando magari da un bel refresh grafico.

La dovremmo chiamare una vera e propria corporate identity, perché da oggi sfoggiamo nuovi set tipografici e una nuova lingua papilla che manda in pensione il nostro storico logo che-se-lo-guardi-al-contrario-sembra-un-culo.

Nei prossimi giorni troverete ancora qualche aggiustamento qui e là, ma il bello verrà nelle prossime settimane, quando nasceranno nuove sezioni e la vita tornerà fra queste pagine.
Nel frattempo, ci vediamo in una delle prossime iniziative papille!

Alessandro, Daniele, Giulio (i papilli)

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PapilleClandestine
Blog di panza e sostanza. Uni e trini, come quell'altro più famoso (per ora): con Alessandro Ricci, Daniele Miggino e Giulio Nepi. Si parla e si cazzeggia su minuzie gastropiacevoli quali cibo, vino, birra, mondo

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