Ci sono i borghi più belli, i paesi del cuore, le città con le bandiere arancioni ma non esiste ancora un simbolo che identifichi i paesi che non ci sono o meglio quelli che esistono solo per chi ci arriva per caso, che poco a poco scompaiono. Redondesco, paese della provincia di Mantova, è quello che più assomiglia al paese che non c’è. Ci sono arrivato la mattina di giovedì scorso, quattro case di cui due disabitate, una piazza come ogni paese italiano e all’improvviso qualcosa di più: un alto muro di cinta, una merlatura perfetta, imponente, la torre che occupava tutto lo sguardo, e un continuo di pietra su cui si aprivano antiche feritoie.

Redondesco in una tenue luce primaverile poteva essere un paese della Bretagna, una fortezza persa nel tempo. Invece, semplicemente nulla oltre quattro cartelli e un bar di fronte all’ingresso del maniero (oggi sede del Comune e di alcuni uffici che si perdono nel grande cortile) con quattro anziani che come nella più scontata tradizione italiana giocano alle carte con una ragazza cinese che porta i caffè. “Il paese sta morendo, i giovani vorrebbero restare ma qui non c’è niente da fare”: così mi ha detto una commerciante, la proprietaria di uno dei tre alimentari del paese. In effetti qui, in una delle province più ricche d’Italia, tutto sembra immobile, destinato a sparire, tra l’incuria, la non conoscenza e la voglia di restare isolati.

Redondesco e il suo castello che – racconta sempre la commerciante – ha ancora delle sale affrescate, ma nessuno ci entra più perché non sono agibili. Poi la chiesa quattrocentesca dal portale finemente intarsiato e appena fuori dall’abitato una pieve romanica del 1100 piccola e magnifica, piantata in mezzo alla campagna, che nelle sue pietre conserva ancora le scritte irriverenti dei lanzichenecchi. Redondesco è il paese che non c’è e forse non ci sarà più se non si interviene in fretta perché il castello ha i muri coperti di muschi e alla sua pieve si arriva attraverso una strada che diventa fango e pozzanghere alle prime piogge. Perdonatemi se con questo post sono uscito fuori tema, eppure volevo raccontarvi il fascino per quelle pietre in mezzo alla campagna immobile da mille anni e l’incapacità tutta italiana – come in un cliché talmente scontato che sembra impossibile crederci – di dormire su una pentola d’oro.

Per chi volesse visitare questo stralcio di arte assoluta – e lo consiglio, eccome – non ho purtroppo segnalazioni da fare: non ci sono agriturismi di rilievo, ristoranti, negozi specializzati tra queste case. C’è però una casa, splendida, con un cartello vendesi proprio di fronte al castello che nessuno visita. E Redondesco aspetta qualcuno che vada a salvarla (o almeno ci provi).

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Fabio Molinari
L’unica persona sera in questa gabbia di matti. È un po’ che non scrive su Papille, ma ci ha lasciato bellissimi pezzi su vini, posti in giro per l’Italia e cazzabubole

6 Commenti

  1. Bhe, qualche agriturismo c'è…..e per dormire basta fare tre km…ottime rivendite direttamente dal contadino e una festa di mezz'estate nelle cinta del castello imperdibile!!!

  2. Il nostro paesino non è così decadente come viene descritto in questo articolo!!! Non ci sono solo quattro case e due vecchi!!! Evidentemente il giornalista che l’ha scritto si è fermato 10 minuti a Redondesco e non ha riportato che quello che voleva sentirsi dire dalla commerciante. I giovani ci sono e per la maggior parte RESTANO a Redondesco! Ci sono tanti bambini e le persone si impegnano molto in attività ed eventi che coinvolgano tutta la comunità, dai più piccini agli adulti. Il posto per dormire si trova in un paese vicino, un agriturismo dove mangiare bene ce l’abbiamo, abbiamo anche un locale all’aperto in cui in estate si ritrovano giovani anche dai paesi limitrofi e, pensate un po’, lì si balla musica da discoteca e non da balera!!! Forse non abiteremo a New York, ma non siamo nemmeno tanto dei campagnoli sperduti nella nebbia della pianura padana.

  3. Non sono di Redondesco eppure trovo questo paese BELLO a tal punto da averlo scelto per insediarci la mia famiglia e farci crescere il mio bimbo….il bel paese di una volta dove tutti si conoscono e tutti sono una famiglia (nel bene e nel male 🙂 ).
    Come tutte le piccole realtà, se lo si frequenta alle 10 del giovedì mattina in pieno inverno, non si vedrà altro che la casalinga che va a prendere il pane o il pensionato che gioca a carte…ma se lo si frequenta in altri orari e in altri giorni ci si vede MOLTA + vita che in altri paesi…
    E' forse uno dei pochi borghi dove ancora si vedono le vecchiette fare "filos" in ogni angolo, piuttosto che i bambini giocare a pallone nel piazzale delle scuole…
    Certo non brulica di discoteche o locali alla moda ma se solo avesse percorso qualche km in senso lato avrebbe scoperto che esiste un agriturismo, una trattoria, una gelateria, un ristorante/pizzeria, 3 bar, la farmacia, 3 alimentari, 1 officina meccanica e 2 carrozzerie, 1 estetista, 1 geometra, 1 pasticceria, 1 nido e pensi PERSINO UN LOCALE ALL'APERTO CHE RACCOGLIE GIOVANI DA OGNI PARTE!
    Redondesco ha solo la grande sfortuna di essere un paese "tagliato fuori", non attraversato da strade principali come può essere il più rinomato Gazoldo o la piccola Piubega….e tutto ciò non lo penalizza solo ma lo rende ancora più affascinante nella scoperta!
    Redondesco ESISTE, mi creda, ESISTE!

  4. Carissimo Fabio,
    in alcuni tratti della tua descrizione quando parli di beni storici mi hai fatto emozionare con le tue parole…. in altre parti colgo l'occasione per darti qualche info più dettagliata. La prima volta che ho messo piede a Redondesco ho provato le tue stesse emozioni. E' stato un amore lampante. E' successo in una notte d'estate durante la splendida festa "en castel" organizzata dalla proloco. Il castello di notte era mozzafiato. Poco dopo a gennaio del 2009 la proposta di un amico. Ci sono le elezioni comunali in a Redondesco…. Mi chiese facciamo la lista Lega Nord e candidiamo una ragazza del paese di 18 anni come Sindaco…. Vieni??? Bel corraggio…. io sono di Asola (a 15km) e chi mi conosce??? ma… dai si fa… via con questa avventura. Sono convinto di fare qualcosa per quel paese (mi dissi). E li parte tutto!!! Partono gli studi della storia del paese… del castello… del Romitorio di San pietro. La fame diventa ossessione…. non sto scherzando… mi prese moltissimo e continua anche ora. Via con la campagna elettorale… conosci la gente impari a vivere il tessuto sociale, la mentalità delle persone, i pregi e difetti… le tradizioni. Elezioni…. perse per 40-50 voti….. non importa è comunque un successo… si fa minoranza. Col passare dei mesi 1 consigliere di maggioranza viene in minoranza… poi il secondo… e infine il terzo… cade l'amministrazione dopo soli 9 mesi. Succede… . Maggio 2011… nuove elezioni ci ricandidiamo con un Sindaco Veterinario molto amato e conosciuto dal paese. Una persona buona e squisita. SI VINCE!! E vai che parte la nuova avventura!!! Ora è fine gennaio 2012… e sono 8 mesi che amministriamo il comune. Ora Fabio voglio farti un po sognare…. partiranno i restauri del castello di Redondesco. Il primo stralcio dei lavori servirà per renderlo visitabile nella parte anteriore la parte del rivellino di epoca Gonzaghesca datato 1468… diventerà uno spazio espositivo, un persorso didattico. Nei prossimi anni si (grazie anche a finanziamenti) l'intenzione è di completare gli altri 2 stralci per terminare l'opera totale di restauro, per ridagli lo splendore di un tempo, togliere le muffe dalle pietre malate, ridare splendore agli affreschi di ben 4 epoche diverse. Progetto n° 2… Pista ciclabile che collega Redondesco – Mariana, che permetterà di arrivare al Romitorio di San Pietro. Uno splendore… probabilmente il capostipite di tutti i Romitori confinanti il fiume Tartaro datato intorno all'anno 1100…. Meraviglia!! Se poi la Chiesa ci "sentirà" …. sarebbe bello procedere con la restrutturazione. Ora tra 1 mese sapremo i risultato del bando sulla pista ciclabile… speriamo che San Maurizio dia un'occhiata giu!!! Tra qualche mese faremo la presentazione del progetto del castello… SEI INVITATO, MI FAREBBE PIACERE!!!!

    Aggiungo un po di info: Ci sono locande e ristoranti…. Il covo Dei RE… proprio vicino al castello… si mangia bene… il gnocco fritto è una specialità… meglio prenotare… Poi c'è una birreria molto bella chiamata "il Pub" o più recentemente "La Rasega" posto molto carino dove di mangia anche la pizza.. è sulla starda Postumia. Poi c'è agriturismo Corte Adua alle Bologne di Redondesco. Anche qui è meglio prenotare… tiene circa 80 persone e la cucina è nostrana.. quella mantovana.. i prezzi ottimi. infine nella frazione di San Fermo c'è l'osteria Mutti che quest'anno ha compiuto 50 anni… puoi immaginare…… dopo tt questi anni ha bisogno di presentazioni.

    Le feste del paese sono tantissime.. le associazioni sono il tessuto vivo del paese… quelle di più rilievo sono la festa in castel d'estate, la gnoccolata x carnevale, il raduno di auto e moto d'epoca, i mercatrini di San Martino, le sfilata di moda, la serata di musica classica, e da quest'anno come l'amministazione insieme alle associazioni del paese abbiamo organizzato la prima Rievocazione storica rinascimentale e corsa podistica. Si riproporrà in data 23 settembre 2012!! non mancare!!!

    Ciao Fabio mi ha fatto piacere leggere questo tuo articolo e risponderti FARTI CAPIRE CHE REDONDESCO E' ALTRO RISPETTO AD UNA FUGGENTE OCCHIATA… e spero magari di averti strapparto un sorriso… non perdere mai la speranza!!!. Appena avrò la data di presentazione del progetto di restauro ti manderò una mail
    PS: la casa è ancora in vendita :-p

    Diego Accorsi, Vicesindaco di Redondesco (MN)

  5. Caro vicesindaco,
    mi fa piacere che lei abbia ben interpretato il mio pezzo. Non ho mai messo in dubbio che ci siano attività, associazioni, giovani etc. E neppure agriturismi validi. Quello che intendevo (l'articolo è dello scorso anno) e comunque intendo dire ancora oggi è che mi aspettavo qualcosa di diverso. Insomma, è come guidare una Ferrari ai 55km/h. Mi sarebbe piaciuto vedere – come scrivo – una segnaletica migliore, un centro informazioni, arrivare sul piazzale e trovare qualche locale con i prodotti mantovani. Ma soprattutto mi sarebbe piaciuto poter accedere al castello e arrivare al Romitorio in maniera più agevole. Penso che Redondesco sia un paese magnifico, con un fascino che in pochi sanno trasmettere, forse dovuto anche alla sua atmosfera, diciamolo pure, sospesa nel tempo e – perché no – nella nebbia (che non è un'offesa – come qualcuno ha inteso – ma un pregio). E mi fa molto piacere che a breve siano fruibili il castello e il magnifico romitorio. Attendo una vostra mail per tornare a Redondesco e scrivere un nuovo post, a un anno di distanza, sul paese "svelato".

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