Roberto Conterno ce lo avevano disegnato come burbero ed inospitale, e invece. Invece no.
Prima cosa che conquista: il sorriso, personale, unico, direi l’icona del nuovo Piemonte che avanza.
Un blend di maniacale professionalità ma semplicità nel porsi.
Roberto Conterno riesce a coniugare la fierezza di illustrarci una nuova macchina da imbottigliamento che unica al mondo riesce a produrre i 3 litri in linea, con la stessa enfasi con cui parla di tradizione e continuità delle metodologie di produzione di un Barolo che si produce dal 1924: Il Monfortino.
Una mattinata a contatto delle botti di Conterno allietano lo spirito.
Iniziamo assaggiando due “Cru“ di Barbera ancora da botte. Per primo, il Cascina Francia 2013: area storica, di proprietà dell’azienda dal 1924. È un vino che sarà imbottigliato entro poche settimane, una Barbera definita “laterale”, perché si esprime sui lati del cavo orale; minerale, sapida, con le componenti dure un pochino più accentuate. Il suolo calcareo la fa da padrone.
Passiamo poi al cru Ceretta, sempre 2013. Il terreno qui è argilloso e, nonostante l’esposizione al sole sia identica al vino precedente, l’approccio è decisamente opposto, un vino definito “frontale”, con il suo frutto prorompente che si esprime al centro del palato. Per usare un termine desueto si potrebbe definire una barbera che baroleggia un po’ di più.
Passando al Monfortino, abbiamo avuto la fortuna di assaggiare il 2008, non ancora in commercio.
Una delle annate forse più tardive in assoluto come periodo vendemmiale e che fa della complessità al naso e al palato la sua particolarità. Consideriamo che è in bottiglia da un anno, e la previsione di longevità è sicuramente di qualche decennio. Eppure, le sfumature che riesce a proporre sono già da profumi terziari ed evoluti.
Passiamo al 2010, da botte. La sensazione è clamorosamente diversa, un vino con note “ferrose”, chiaro sintomo di un prodotto in evoluzione, non ancora pronto per essere imbottigliato. Ha infatti le componenti dure ancora troppo spigolose. Necessiterà di qualche anno di maturazione per levigare le attuali asperità.
In entrambi i casi, trattasi di icone per la categoria.
Prima di andare via, necessitavo di fare qualcosa di eclatante. Ormai più vicino ai 50 che ai 40, mi sono concesso il mio primo selfie con un personaggio famoso. Credo di avere scelto il momento giusto!




