È cominciata la primavera. Quest’anno come lo scorso e come l’anno ancora prima. Come un secolo o mille anni fa. Gemma dopo gemma, una fioritura dopo l’altra. La natura sembra ignara di quel che è accaduto, nel terribile venti-venti. Regalandoci così un’illusione, o una speranza.

Ci siamo interrotti una settimana esatta dalla seconda edizione del Genova Wine Festival. Eravamo pronti, qualche mese di lavoro alle spalle, e come tutti allora pensavamo che sarebbe durata poco. “Qualche mese e sarà il tempo del Genova Beer Festival” ci dicemmo. Poi però, come tutti, abbiamo appreso – non compreso – la durata, la fatica, la grandezza di una situazione che ci ha condotto in un limbo indefinito, e lì ci ha lasciato, per settimane che sono diventate mesi, in un distanziamento fisico che è diventato sociale. Fino a oggi, e speriamo ancora per poco.

Noi, con la primavera, abbiamo fissato la nostra ripartenza associativa, dopo un anno di black-out. Ci è mancato non poter organizzare le nostre iniziative, incontrarci soprattutto, bere e mangiare nel segno della convivialità. Sarà senz’altro un anno diverso (leggi qui il programma 2021 e le convenzioni stipulate, in divenire), senza grandi eventi, con molte limitazioni, con appuntamenti anche digitali, ma con la voglia matta di fare cose.

Da dove ripartiamo? Uno degli articoli più vecchi sul nostro sito, del 2011, si intitola “Aggrappàti alla terra”. In questo ultimo anno dove aggrapparsi a qualcosa che non fosse domestico, virtuale od onirico, è stato assai difficile, sentiamo vitale affidarci a questo monito. Aggrapparsi alla terra è una delle poche opzioni che abbiamo.

Non è dunque solo un’esigenza pandemica, ma un moto più profondo, che ci spinge a progettare il più possibile quest’anno eventi in mezzo alla natura. Ci vedremo nei boschi o tra le erbe spontanee. Nel cortile di un’azienda agricola o per un momento utepils in mezzo ai prati.

Papille are back: clicca qui per associarti e vivere quest’anno con noi!

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PapilleClandestine
Blog di panza e sostanza. Uni e trini, come quell'altro più famoso (per ora): con Alessandro Ricci, Daniele Miggino e Giulio Nepi. Si parla e si cazzeggia su minuzie gastropiacevoli quali cibo, vino, birra, mondo

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