La mia torta di mele è differente

da | Ott 8, 2014

Son due settimane che torno a Genova dalla campagna con borsate di mele e le distribuisco a destra e a manca. C’è chi le aspetta tutto l’anno, chi odia le mele ma non rifiuta per amicizia o cortesia, chi sforna una torta due ore dopo che gliele hai date e ti manda la foto, chi ti guarda e la sua espressione è: “cosa è sta roba? Una nuova app di Cupertino?”. Son le soddisfazioni di ottobre. Le mie almeno. Poi c’è un altro tipo di mela.

Sabato 11 e domenica 12 ottobre , un po’ in tutta Italia, i volontari dell’AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla distribuiscono mele per raccogliere fondi da destinare alla ricerca scientifica per trovare la cause e una cura per questa malattia, e a progetti per ragazzi giovani, che sono anche i più colpiti. La sclerosi multipla è la seconda causa di disabilità tra i giovani italiani, prima ci sono solo gli incidenti stradali. Ed è una patologia cronica: non si muore, ma neanche si guarisce, ad oggi. Ne sono affetti 36.000 ragazzi, con 2.000 nuove diagnosi ogni anno. È una brutta bestia.

mele

Le persone che ne sono colpite la chiamano con nomi pieni di ironia, ma che rendono bene l’idea. Sua Maestà, La Bastarda, La Mia Amica. Sono ragazze e ragazzi pieni di voglia di fare, di lottare, gente cazzuta, che non si arrende. A me è capitato nella vita questo privilegio: di lavorare al loro fianco quotidianamente. Per questo so quanto è importante che ci vediamo in piazza il prossimo weekend.

Ps: come si vede qui sopra noi intanto continuiamo a raccogliere…

Pps: già due persone mi hanno chiesto se queste mele sono le stesse di AISM. La risposta è no, ovviamente. Per quanto i miei alberelli ci diano dentro non ne fanno così tante 🙂

Autore

Daniele Miggino

Lavora sul web sotto diverse spoglie da svariati anni. Mezzo piemontese e mezzo lucano, è nato a Genova. Nella sua stirpe si trovano contadini e zii d’America, osti e viaggiatori. Sarà per questo che è uscito fuori così.

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