Agostino Arioli del Birrificio Italiano al Kamun Lab

da | Gen 5, 2016

Seratona al Kamun Lab, martedì 19 gennaio: per la prima volta in terra ligure, l’ospite d’onore è Agostino Arioli, uno dei veri padri della birra artigianale italiana, fondatore e birraio del Birrificio Italiano.

Per l’occasione ci sarà un vero e proprio tap takeover con nove delle sue birre alla spina: Tipopils, Extra Hop, Cinnamon Bitter Ale, Asteroid, Bibock, Amber Shock, Vudù, Nigredo e Sparrow Pit. La serata comincia alle 20 e prevede quattro birre abbinate ad altrettanti piattini, raccontate direttamente da Ago. Costo 25 €, prenotazioni allo 347 1221775.

Chi ha varcato la soglia del Genova Beer Festival, ricorderà che il Birrificio Italiano è stato uno dei magnifici 14 ospiti di Villa Bombrini: vi lasciamo con la descrizione che ci lasciarono per l’occasione.

Birrificio Italiano è uno dei pionieri della scena artigianale italiana. Nato nel 1996 come brewpub, è diventato nel tempo grazie alla costanza delle sue produzioni uno dei nomi più noti del panorama nazionale, sia entro i confini della Penisola che all’estero.

Agostino Arioli, il mastro birraio e fondatore, è legato alla produzione birraria da una passione viscerale nata nella prima infanzia (“Quando andavo alla scuola elementare, io e Mike, un mio amico olandese, decidemmo di provare a fare il vino e la birra […] Non ricordo la ricetta, certo incompleta e sommaria, ma ogni tanto mi torna nel naso il profumo del luppolo in infusione a freddo che avevamo usato.”), ed ha perseguito in maniera quasi subliminale il sogno dei luppoli nel corso di tutta la sua formazione.

Filosofia di Agostino e del Birrificio Italiano è quella improntata alla ricerca di birre “buone da bere”, prodotte con la filosofia alchemica del “non intervento”: il birraio non deve applicare risoluzioni “correttive” per aggiustare il prodotto finito, ma stabilire all’origine le condizioni ideali per cui una birra possa svilupparsi da sé secondo l’obiettivo prefissato. Per questo motivo i prodotti del Birrificio Italiano sono rigorosamente privi di stabilizzanti, additivi, centrifugazioni, oltre che naturalmente non pastorizzati né filtrati.

Ogni birra nasce, oltre che dall’estro creativo, dall’osservazione scientifica della natura e del modo in cui opera: tutti i parametri microbiologici, chimici, fisici sono tenuti sotto controllo per studiarne le interazioni ed i risultati sul prodotto finito. Conoscere a fondo l’operato dei lieviti, le caratteristiche nutritive di un malto, il modo in cui gli alfa-acidi di un luppolo si combineranno col tessuto di una birra consente alla squadra di Birrificio Italiano di predisporre la produzione in modo che ciascuno dei suoi elementi sia libero di seguire il proprio corso e pervenire spontaneamente al risultato prefissato.
Seguito quasi ovvio della filosofia alchemica applicata durante la produzione è che questo spirito di osservazione si prolunghi oltre la produzione, osservando il percorso che la birra finita compie dai magazzini al bicchiere del bevitore finale, per giungervi in condizioni ottimali così come i birrai l’hanno pensata.
Così sono nate Tipopils, Nigredo, Bibock, Amber Shock, Cassissona ed una serie di altri classici; affiancate da ormai innumerevoli produzioni stagionali e da una linea (la serie BRQ) in cui la ricerca si rivolge al “nuovo” orizzonte delle maturazioni in legno, acide, o con frutta

Autore

PapilleClandestine

Blog di panza e sostanza. Uni e trini, come quell'altro più famoso (per ora): con Alessandro Ricci, Daniele Miggino e Giulio Nepi. Si parla e si cazzeggia su minuzie gastropiacevoli quali cibo, vino, birra, mondo

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