Quando eravamo bambini (più o meno quando in nazionale c’erano Baggio e Baresi), nella colonia diocesana, ricordo che una volta nel corso della vacanza veniva a trovarci il vescovo di Alessandria che allora era Mons. Fernando Charrier. In dono ci portava sempre dei baci scuri, di cioccolato, con all’interno una straordinaria crema fondente, avvolti nella carta rossa e, più all’interno, in quella argentata. Quei baci, dolci, dalla piacevole consistenza fragrante e il delicato sapore di burro, sono uno dei ricordi “gastronomici” più vivi della mia infanzia.
Oggi, a ventanni di distanza, so che quei dolcetti sono i Baci della pasticceria Gallina. A confezionarli non c’è più lo stesso pasticciere, ma il nipote, Emilio, che di anni ne ha venti. Questo è uno dei dolci a denominazione comunale che saranno protagonisti della tre giorni che si apre da venerdì fino a domenica ad Alessandria, il Salone Nazionale del Biscotto. La straordinaria storia della pasticceria alessandrina, nata sulla scia degli ufficiali prima napoleonici e poi sabaudi di stanza alla Cittadella, è anche stata fissata dalla denominazione comunale, una delle prime di questo genere in Italia, proclamata nel 2005.
Oggi, quella storia, fatta di pacchetti profumati la domenica mattina, di compleanni in ogni casa della città, è portata avanti da un gruppo di giovani, istruiti appassionati pasticceri. Alla pasticceria Rolando c’è un ragazzo trentaseienne, nipote del fondatore, che si chiama Marco e che fa degli amaretti straordinari, con la mandorla al posto delle armelline, che nei mesi freddi si trovano anche ricoperti di cioccolato fondente. Il suo coetaneo Matteo Mezzaro lavora nella pasticceria gioiello di via Cavour che porta il suo nome e qui continua la tradizione delle Delizie, doppia cialda alla mandorla con ripieno di gianduia.
Sotto la galleria Guerci, capolavoro liberty a due passi dal palazzo comunale, si possono ammirare le vetrine da romanzo francese dell’Ottocento della pasticceria Bonadeo, dove il titolare Ezio Colombo, affiancato dal figlio Davide (anche se per ora studia ancora) confeziona un dolce storico come la Polenta di Marengo: a base di uva sultanina e farina di mais, era stato originariamente concepito da un furbo oste della Fraschetta in onore dell’Empereur.
Appena fuori dal centro c’è una delle mete dolci che ogni alessandrino conosce e custodisce gelosamente come un segreto: la pasticceria Zoccola. Qui Alice, giovane e bella, propone i cannoncini, cannoli più piccoli rispetto a quelli classici, dalla pasta sottile e fragrante e con undici ripieni differenti tra cui, imperdibile, quello alla panna. Nel weekend dolce alessandrino c’è, però, spazio anche per il salato: si gusta in quel luogo di bellezza ed eleganza che è la pasticceria Rovida e Signorelli. Dove nulla, neppure un caffè, può essere lasciato al caso.
Per chi volesse conoscere queste e le altre specialità dei 40 artigiani del dolce presenti ad Alessandria fino a domenica, il programma completo è sul sito www.salonenazionaledelbiscotto.it.



