Da grande fan del pesce, nei giorni scorsi sono stato trascinato da un bel faccino in un ristorante di carne. E ne sono uscito estasiato e appagato, come un bambino saturo di pizza!
Premessa: il posto l’ho scelto io, dietro gentile – non è un eufemismo – richiesta di evitare esseri acquatici. E sono andato a pescare nella memoria, ricordandomi di Dae Figge do Baratta, locale storico di Sestri Levante, aperto nel 1962 in periferia (zona stadio e casello autostradale) e lì rimasto, un po’ defilato ma forte di un nome solido e di un rapporto qualità prezzo da far sobbalzare sulla sedia.

Il posto è squisitamente italiano anni ‘60. Nel senso che lo è in maniera squisita. Banco bar in legno e acciaio, macchina del caffè in angolo, fila di alcolici sotto luci al neon, foto alle pareti. Per il resto due stanzoni con tavoli e tovaglie rosse, sedie impagliate, luci gialle – ripeto – così anni ‘60 da far venire voglia di indossare solo pantaloni a zampa!
Passiamo però alle cose serie: in una delle due sale troneggia un camino immenso che produce braci, su cui un omone davvero simpatico fa sfrigolare la carne. La scelta è vasta: fiorentina da leccarsi i bassi, pancetta, agnello, braciole di maiale e cinghiale, salsicce, pollo, piccione (!) tutto rigorosamente di livello. Ho provato la pancetta (accompagnata con una salsa homemade di aglio, aceto, olio, pepe e peperoncino tanto semplice quanto gustosa), l’agnello (tenerissimo!) e le salsicce, anche loro ruvide e schiette come dovrebbero sempre essere.

Oltre alla carne, è possibile ordinare i testaieu, che ho scelto come da tradizione al pesto. Uno dei rari luoghi dove è possibile mangiarli come Dio comanda, ovvero cotti dopo aver reso incandescenti i testi nel fuoco. Interessante anche la possibilità dei formaggi al coccio, tra cui l’ottimo San Stè, prodotto assolutamente local e di gran pregio, realizzato con latte vaccino dell’Aveto.
Abbiamo accompagnato tutto con dell’ottimo Refosco dal peduncolo rosso, un grande classico: la lista dei vini è abbastanza fornita, nessuno squillo ma buone scelte a prezzi davvero concorrenziali.
Non ho avuto la forza di affrontare un dolce, e ovviamente una serata così dovrebbe concludersi con – che ne so – un fernet e gazzosa, o una sambuca con ghiaccio, giusto per rimanere in tema, ma ho dovuto – ancora – piegare la testa, e smezzare un limoncino. Buono pure quello!

Per una serata con testaieu, carnazza e una boccia di vino spenderete tra i 25 e i 30 € (qualcosina di più se scegliete la fiorentina).

Dae Figge do Baratta

Indirizzo: Via Manzoni 10, Sestri Levante
Telefono: 0185 42928
Giorno di chiusura: Domenica

RASSEGNA PANORAMICA
Ambiente
Cucina
Servizio
Qualità / Prezzo
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Calcio, basket e cucina, le mie grandi passioni. Mi piacerebbe anche riuscire dignitosamente in almeno una di queste attività, ma sarà per la prossima volta. Nato a Sestri Levante, redattore siti web e telecronista. Difficile farmi stare zitto!

1 commento

  1. Io sinceramente​ l’ho trovato un po’ caro, dato il contesto da trattoria molto ma molto semplice, un po’ disordinata, e i modi sbrigativi, a volte bruschi, di servire i clienti. Difficile estorcere un sorriso da parte di chi ti serve. Esci con la netta sensazione che se ci vai gli fai un a piacere, ma se non ci vai gliene fai due. Il locale è così, intendo… “retro’ “, da quando lo conosco, da almeno un decennio. La carne è buona sì, ma la quantità è appena sufficiente, viene pesata per prezzarla e poi servita. Rimango perplesso ogni volta, anche se ho diradato le presenze negli anni proprio per i motivi di cui sopra.

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