La ricetta dei biscotti “butterpride”: anche Esther Williams li mangiava

L’approccio con l’attività in piscina è complicato: sembra sempre che non ci sia spazio sufficiente per tutti. Mi trovavo in un maremoto provocato da un gruppo di donne infaticabili alle prese con l’acquagym. Terza lezione consecutiva, quadricipite furente. Così, tra la “neo- nonna” con addominali scolpitissimi e una ragazza che si dibatteva come un pesciolino appena pescato sul fondo di una barca, non potevo fare a meno di chiedermi: ma perché?

Da una breve indagine “da spogliatoio” è emerso che, oltre alla millenaria lotta contro la cellulite, noi ragazze andiamo in fissa con l’attività fisica perché dobbiamo affrontare la competizione con le altre donne per tenerci il nostro uomo. Una doppia fatica che forse non servirebbe nemmeno. Nel senso, ci saranno pure altri metodi. Mi chiedevo: che senso ha pensare di “non andare bene a qualcuno”? Magari siamo “burrose” e contente così. Fare attività fisica esclusivamente per compiacere i gusti altrui non è un peccato mortale, ma è un colpo basso per la propria autostima.

In quel momento – ovvero mentre perdevo la cuffia fingendo di fare degli addominali sott’acqua – ho avuto la folgorazione: ho pensato a Esther Williams. E non per le adorabili acconciature con i fiori che restavano perfette anche dopo un tuffo e i costumi strategicamente interi che non rivelavano la panza.

Esther era una campionessa di nuoto, candidata ai giochi olimpici del 1940 che sono stati cancellati a causa della II Guerra Mondiale. All’epoca i reportage per i magazine sportivi preferivano i nuotatori per la prestanza fisica, i sorrisi sornioni e, soprattutto, per scattare foto alle gambe delle squadre femminili. Con il suo bell’aspetto e la corporatura tornita – ma non certamente scheletrica -, Esther spiccò. Divenne famosa non solo come atleta, ma anche come attrice (qui in Bellezze al bagno), sebbene la sua carriera cinematografica fu breve e subì una battuta di arresto negli anni ’50.

Leggendo la sua storia ho appreso che amava il cibo e che non si faceva mai mancare dei biscotti morbidi e aromatici. Biscotti con burro, of course. Vi presento quindi una ricetta “butterpride”, una ricetta premio post-allenamento.
Mangiare con gusto rende più belli, perfino atletici: non lo sapevate?

Biscotti al burro

100 g di burro
110 g di zucchero
260 g circa di farina 00
1 uovo
la buccia grattugiata di un bel limone non trattato
il succo di mezzo limone
1/2 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo quanto basta
zucchero semolato quanto basta
sale q.b.

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Lavorate insieme il burro tagliato a quadrotti e appena tolto dal frigo, la buccia grattugiata del limone, lo zucchero, il sale, la farina miscelata con il lievito fino ad ottenere un composto farinoso.Aggiungere l’uovo e il succo di limone e lavorare velocemente fino ad ottenere una palla di impasto liscia e omogenea. Aggiungere un po’ di farina se l’impasto non fosse abbastanza consistente.

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Avvolgere l’impasto nella pellicola trasparente e riporla in frigo per circa mezz’ora. Trascorso il tempo di riposo, estrarre l’impasto dal frigo e ricavare tante palline della grandezza di una noce.

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I biscotti così ottenuti andranno passati prima nello zucchero semolato e poi nello zucchero a velo. Ricoprire la teglia con la carta da forno, e disporre i biscotti adeguatamente distanziati l’uno dall’altro. Cuocerli in forno a 180° per 10-15 minuti: si devono formare delle crepe in superficie ma i biscotti non devono prendere troppo colore.

 

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Una volta cotti saranno ancora morbidi, ma raffreddandosi prenderanno la giusta consistenza. Serviteli per accompagnare il vostro té preferito dopo averli spolverizzati con lo zucchero a velo.
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Lady Papilla, il tocco femminile che mancava a quei tre. Donna dai mille interessi e perennemente in movimento, scrive ricette e dispensa consigli per sopravvivere ai sentimenti e agli ormoni

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