Dolce, salata, pelata. Purché sia castagna

da | Nov 12, 2014

È la stagione delle castagne! Gli usi di questo nobile, nobilissimo frutto sono come si sa molteplici, da quello povero e contadino (castagnaccio, farina per le meravigliose trofie) al delicatissimo marron glacé, che di contadino ha davvero poco.

In ogni caso, questo finesettimana, avendo ricevuto in dono un paio di chili di castagne, ho deciso di tentare la via della glassa: la ricetta è semplice, ma la preparazione molto, molto lunga. Innanzitutto si selezionano le castagne più grandi, i marroni appunto, si sbucciano e si puliscono anche della seconda pellicina. Per farlo, o la si fa seccare, magari mettendole nel forno appena spento ma ancora caldo, o le si sbollenta.
Una volta pronte, è necessario coprirle di acqua fredda e metterle sul fuoco: una volta che l’acqua sarà giunta ad ebollizione, aspettate un quarto d’ora circa, scolatele e mettetele da parte.

Il nodo, ora, sta nello sciroppo: calcolate 200 ml di acqua, 300 grammi di zucchero per 300 grammi di castagne (ed esercitatevi con le proporzioni!).
Mettete lo zucchero nell’acqua e scaldate a fuoco lento senza mescolare. Quando si sarà sciolto, aggiungete le castagne (occhio, essendo già cotte si sfaldano con facilità, siate delicati). Appena il composto avrà ripreso a bollire, contate un minuto, spegnete il fuoco, coprite la pentola e lasciate tutto in immersione per 24 ore.
Il giorno successivo ripetete l’operazione: si accende, appena bolle contate un minuto, spegnete e coprite. Fate così per altri due giorni (totale, 4 bolliture nello zucchero), poi estraete i marroni glassati e fateli asciugare.

Non contento di aver tentato i marron glacé, mi sono dedicato a una ricetta estremamente semplice, ma così gustosa da non aver nulla da invidiare ai succitati: le pelate.
Il nome è una italianizzazione del nome con cui, dalle mie parti, si chiama questo piatto caldo, dolcesalato e serale. Il tipico piatto delle prime serate di novembre, quando si comincia ad aver bisogno di scaldarsi le ossa dopo un pomeriggio in giro e, per tirarsi un po’ su,  si ha (grazie a Dio!) a disposizione il novello.

Prendete una bella manciate di castagne e sbucciatele, lasciando la pellicina. Mettete a bollire un po’ d’acqua, quando bolle salatela (come fareste per la pasta, le proporzioni le lascio a voi) e aggiungete, chiusa in una garza cucita, una manciatina di semi di finocchio. E fate cuocere. Controllate la cottura per evitare che le castagne si frantumino, e servite.
Unica controindicazione, sono da spellare prima di mangiarle, ma è un piccolo fastidio che, alla fin fine, ti fa apprezzare di più il loro gusto delicato e scioglievole.

Autore

Nicola Cavagnaro

Calcio, basket e cucina, le mie grandi passioni. Mi piacerebbe anche riuscire dignitosamente in almeno una di queste attività, ma sarà per la prossima volta. Nato a Sestri Levante, redattore siti web e telecronista. Difficile farmi stare zitto!

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