La ricetta dell’aspic di fagiano, che da tempo immemore è presente nei menù delle feste della mia famiglia, è un po’ laboriosa e forse non molto indicata a chi ha fretta, ma ha un grande vantaggio: la si può preparare uno o due giorni prima, conservare in frigo e servire poi direttamente ai commensali; questo, permette di lavorare in anticipo, per poi godersi la cena in compagnia, senza dover spignattare all’ultimo minuto, cosa solitamente poco piacevole.

Il risultato è inoltre di buon livello anche se retrò, permettendo inoltre di ottenere una buona presentazione e di accontentare quindi anche l’occhio, che come noto, vuole la sua parte.

Ingredienti

1 fagiano
1 fetta di prosciutto cotto spessa 1 cm
2 cubetti di preparato per gelatina
100g di patè di fegato
80g di burro
1 bicchiere di vino bianco
sale
pepe

preparazione

Cuocete il fagiano in una casseruola con il burro e quando è ben rosolato, sfumate con il vino bianco. Evaporato il vino, lasciar cuocere a fuoco medio-basso per 50 minuti, con il coperchio.

Nel frattempo preparate la gelatina (secondo le istruzioni della gelatina stessa) e mettetene un cm in una forma per pane in cassetta o per plum-cake a rassodare in frigo.

Una volta cotto il fagiano, spellatelo, disossatelo e tagliatelo a pezzetti non troppo grandi; conditelo con sale, pepe e il sughetto di cottura. Unite il prosciutto cotto tagliato a dadini e mette metà del composto ottenuto nella forma, che avrà la gelatina ormai rassodata sul fondo. Spalmate il patè sul fagiano così adagiato e terminate con la seconda metà del composto. Coprite poi con la restante gelatina. Quando il tutto è a temperatura ambiente, mettete in frigo a rassodare per almeno 2 ore.

Per il servizio, togliete dal frigo una trentina di minuti prima, estraete con delicatezza dalla forma il fagiano in gelatina e servite in tavola tagliando a fette.

il vino in abbinamento

Barbaresco DOCG oppure Bolgheri doc rosso

la musica in abbinamento

durante la preparazione:
Bohemian Rhapsody dei Queen e relativo album (A night at the opera)

durante la degustazione del piatto:
David Bowie, Best of Bowie

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Matteo Lunardi
Ferocissimo difensore della più intollerante aderenza alla tradizione ligure, per sua sfortuna da piccino è caduto in un pentolone di Kebab ed è cresciuto con questo bipolarismo alimentare