Ognuno ha una o più ricette di famiglia, che ama e ripropone spesso, perché di ottima resa qualitativa e magari anche di rapida preparazione, cosa che al giorno d’oggi non guasta.
In questa stagione, le acciughe sono anche piuttosto grandi e danno il loro meglio.
Le acciughe in tegame sono una ricetta che trovo insuperabile, tra quelle rapide: è di una facilità disarmante e ha un risultato esaltante assicurato.

Il grande vantaggio di questo principe dei nostri mari è la facilità della sua pulizia: eliminare interiora, lisca centrale e testa è operazione estremamente facile. Se comunque non siete avvezzi, o preferite altrimenti, troverete molti pescivendoli che faranno questo lavoro al vostro posto.
Cosa importantissima, le acciughe devono essere freschissime!

Acciughe in tegame

    Tempo:
    Ingredienti: quantità per 4 persone.

  • 1 kg di acciughe fresche
  • succo di un limone grande
  • ½ bicchiere di vino bianco secco
  • olio extravergine d’oliva
  1. Pulite le acciughe. Evisceratele, togliete la testa e la lisca centrale. Se volete potete lasciare il codino finale per una migliore resa nella presentazione al piatto; io lo tolgo completamente, sono più facili da mangiare in un sol boccone.
  2. Richiudete le acciughe (non lasciatele aperte a libro) e mettetele in una grande padella, che avrete precedentemente unto con un filo d’olio d’oliva, tutte insieme, una ben vicina all’altra.
    Versate sulle acciughe il vino bianco e il succo di limone.
  3. Ponete la padella su un fornello adeguato a fiamma vivace. Non appena i succhi cominciano a bollire, coperchiate e lasciate cuocere per 2 o 3 minuti. Togliete dal fuoco e servite immediatamente.
  4. Vini abbinati: data l’importante presenza di limone, i sommelier sconsiglierebbero un abbinamento. Andando controcorrente, e per il piacere di sorseggiarsi un bianco fresco estivo, potete abbinarci un Cinque Terre Doc.
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Matteo Lunardi
Ferocissimo difensore della più intollerante aderenza alla tradizione ligure, per sua sfortuna da piccino è caduto in un pentolone di Kebab ed è cresciuto con questo bipolarismo alimentare