Lo affermano alcuni ricercatori dell’Università di Reading. E, attenzione: pare che non abbiano bevuto.
Lo studio, pubblicato sul British Journal of Nutrition e condotto in collaborazione con due laboratori francesi (…) di Reims (!), sembra infatti dimostrare che bere quotidianamente una moderata quantità di Champagne migliori la circolazione sanguigna, estendendo i suoi benefici anche al cuore.

Insomma, anche se in definitiva si tratta di un frankenstein di vini bianchi rifermentati, lo champagne si comporta come il vino rosso. I principali sospettati sono i polifenoli derivati appunto dalle uve rosse parzialmente utilizzate nella sua produzione.

I fortunati volontari della ricerca sono stati invitati a scolarsi mezza bottiglia di bollicine in dieci minuti (all’ignaro gruppo di controllo è stato invece propinato un intruglio gassato gusto champagne). Risultato: nel loro sangue è stata riscontrata una maggiore quantità di ossido di azoto. Livelli ottimali di questa molecola contribuiscono a diminuire il rischio di coaguli sanguigni e, di conseguenza, di malattie cardiache.

“La nostra ricerca ha dimostrato che bere circa due bicchieri di champagne può avere effetti positivi, in un modo simile a quanto osservato con il vino rosso”, ha affermato Jeremy Spencer, autore della ricerca.
Lo scienziato non è nuovo alle sperimentazioni alcoliche: ha infatti anche firmato un precedente studio che dimostrerebbe che lo champagne protegge anche le cellule del cervello dall’ictus.

Per l’influenza A si stanno attrezzando.

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44 anni, doppio papà, si occupa da aaaaanni di comunicazione web. Genovese all’anagrafe ma in realtà di solide origini senesi, ha sposato una fiamminga francese creando così un incasinato cortocircuito di tradizioni enogastronomiche

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