La differenza tra totani e calamari è soprattutto una questione di testa.

Entrambi sono molluschi cefalopodi con dieci tentacoli: otto corti e due molto più lunghi, che hanno lo scopo di afferrare per primi la preda e avvicinarla alla bocca. Vivono nell’Oceano Atlantico, nel Mare del Nord e nel Mediterraneo.

La testa, che contiene le viscere dei molluschi, ospita anche una cartilagine trasparente a forma di penna, più piccola spessa nei calamari che nei totani, ma comunque più flessibile del famoso osso di seppia. La colorazione rossastra e puntinata del calamaro si distingue (poco) dal rosa-violaceo del totano. Fino a qui le somiglianze la fanno da padrone.

Si arriva al dunque guardando le pinne triangolari che stanno i lati della testa dei due molluschi. Mentre nel calamaro sono allungate fino a 3/4 della testa, nel totano sono più corte e stanno nella parte alta della testa a formare un rombo. Bisogna guardare lì per capire cosa si sta comprando.

Qualche differenza si trova anche nella consistenza della carne e nel gusto: più morbidi e delicati i calamari, più callosi  e decisi i totani. Motivo per cui i primi sono considerati più pregiati e costano generalmente di più.

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Calamaro. Foto di Wikipedia
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Lavora sul web sotto diverse spoglie da svariati anni. Mezzo piemontese e mezzo lucano, è nato a Genova. Nella sua stirpe si trovano contadini e zii d’America, osti e viaggiatori. Sarà per questo che è uscito fuori così.