Possiamo ormai archiviare l’equazione Italia uguale pizza che è stata superata di prepotenza da quello che adesso chiamano street food, buono, veloce, quasi sempre economico. Ed ecco che nell’immaginario – spesso americano – il Bel Paese resta sì famoso per i ristoranti stellati, ma anche per il cibo di strada consumato durante la visita ad una città d’arte. Non solo, si tratta un escamotage per socializzare ed entrare ancor più in sintonia con il luogo che ci ospita.

Quando pensi alla mozzarella di bufala e al pomodoro, riuniti insieme in un’unica bruschetta, non immagini di trovarti alla Reggia di Caserta, tra la grande cascata e il giardino all’inglese? Il primo morso alla pizza bianca con la mortadella non ti catapulta a Roma, sui gradini di Piazza di Spagna?

Se ti trovi a Palermo, e vuoi metterti alla prova, cerca alla Vucciria le stigghiole o il “pani ca’ meusa“, streetfood sì, ma da consumare in un posto chic, ad esempio di sera davanti al Teatro Massimo, il più grande edificio teatrale lirico d’Italia.

I turisti amano Firenze e probabilmente la ami anche tu, con quell’allure rinascimentale e le affascinanti passeggiate tra Duomo, Uffizi e il Ponte Vecchio: ma per goderti un ottimo hamburger di chianina o la schiacciata inferno del Vinaio (cremina piccante, lardo, melanzane, zucchine, alla griglia e porchetta) devi necessariamente trovare un luogo tranquillo come i Giardini di Boboli per pranzare in pace e all’ombra.

Piadaburger? Beh, sì, esiste anche quello, ma guai a far diventare la piadina romagnola qualcosa di diverso da ciò che è già: consumata nel centro storico di Faenza insieme ad un bicchiere di Lambrusco o Sangiovese sarà nutrimento per panza e occhi. O se passi per Padova puoi provare lo steccamagna al tonno e pistacchi di Bronte nel baracchino che si trova in Piazza della Frutta approfittando del mercato per concludere il pasto con un dolcino o un frutto.

Non dimenticarti di passare da Genova, per una slerfa de fugassa (normale, con le olive o con le cipolle) per ricalcare la tradizione dei pescatori che la accompagnavano con del vino bianco secco, un buon pigato o un bicchiere di lumassina. Ti aspettiamo!

 

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Lady Papilla, il tocco femminile che mancava a quei tre. Donna dai mille interessi e perennemente in movimento, scrive ricette e dispensa consigli per sopravvivere ai sentimenti e agli ormoni

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