Grappa, amaro o limoncello?” è una domanda che ci sentiamo fare spesso a fine pasto, e alla quale sappiamo dare risposta certa, a seconda delle personali preferenze. Ma se ci chiedessero “vuole un liquore o un distillato?” sapremmo rispondere con altrettanta certezza? Liquori, distillati: si tratta sempre di bevande alcoliche, ma il procedimento per ottenerle è molto differente.

Un liquore è una bevanda alcolica che si ottiene miscelando una base alcolica preesistente con acqua, zucchero, aromi (erbe, semi, fiori, frutta, radici…) ed eventualmente coloranti (come il caramello, ad esempio). Possono essere ottenuti per macerazione (infusione) o distillazione di un infuso alcolico.

Un distillato invece, è una bevanda alcolica ottenuta dalla distillazione di sostanze vegetali fermentate. Dopo la distillazione, che avviene in alambicchi di diversa struttura, il distillato viene portato alla gradazione voluta diluendolo con acqua.

A seconda della materia prima utilizzata si hanno i vari distillati
• whisky – cereali (grano, orzo, mais…)
• gin – cereali
• vodka – patate e/o cereali
• calvados – sidro di mele
• rum – zucchero di canna o melassa
• palinka – frutta (soprattutto prugna)
• rakija – frutta (es. prugna per la slivovitz)
• kirsch – ciliegie
• tequila – agave blu
• mezcal – agave

Tra i distillati spiccano quelli a base di uva e suoi derivati:  vinacce (la parte solida dell’uva, ossia buccia e vinaccioli), mosto e vino.

• dalle vinacce: grappa
• dal mosto: acquavite d’uva, ouzo (con anice)
• dal vino: cognac, armagnac, brandy, pisco

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Sotto i 40 (anni), sopra i 90 (kg), 3 figlie da scarrozzare. Si occupa di enogastronomia su carta e web. Genoano all’anagrafe, nel sangue scorrono 7/10 di Liguria, 2/10 di Piemonte e 1/10 di Toscana. Ha nella barbera il suo vino prediletto e come ultima bevuta della vita un Hemingway da Bolla.