Trofiette con la ricciola

Si tratta di una ricetta molto semplice e rapida, di sicuro successo e da me sperimentata più e più volte. Si può adeguare anche alla leccia, alla leccia stellata, al pesce serra e ovviamente al tonno

Dunque.

Procuratevi un trancio di ricciola calcolando circa un etto di pesce a persona; tagliate via la pelle e sfilettatelo tenendo da parte la spina centrale, dove sarà inevitabilmente rimasta attaccata un po’ di ciccia – a meno che non siate abilissimi sfilettatori alla Hattori Hanzo.
Mentre portate a bollore l’acqua, in una padella capace schiacciate uno spicchio d’aglio e soffriggetelo in abbondante olio extravergine, insaporendolo con gli avanzi del pesce.

Tagliate a tocchettini la ricciola; incidete la pelle di un pomodoro e tuffatelo nell’acqua bollente per una decina di secondi. Spellatelo, apritelo e pulitelo dai semini, riducetelo a tocchetti.

A questo punto levate l’aglio e la spina del pesce dal soffritto e spadellatevi il pomodoro e la ricciola, salando a piacere. Spruzzate di vino bianco e cuocete a fiamma medio-alta per 3-4 minuti. Le trofie hanno più o meno lo stesso tempo di cottura, per cui potete nel frattempo buttare la pasta. Scolatela qualche secondo prima che raggiunga il dente e passatela nella padella, rigirandola bene perché prenda il sugo.

Servite nei piatti e non dimenticate di spolverarvi sopra un po’ di prezzemolo tritato.

TRICKS
– Invece di salare il sughetto, potete sciogliere nell’olio un filettino di acciughe sotto sale. Però occhio che la ricciola è un pesce delicato
– Le trofie sono una pasta fresca corta di grano tenero, tipica della Liguria. In genere si trovano anche preconfezionate nel reparto fresco, ma potete eventualmente sostituirle con un’altra pasta fresca (non so, tipo orecchiette?), l’importante è che sia corta e… fresca
– Il pomodoro “aiuta” e fa colore, per cui usatelo anche se non è stagione e sa di poco. Per questo tipo di piatto vi sconsiglio i pelati
– La spruzzata di vino bianco si può anche fare al momento del soffritto, se avete abbastanza avanzo sul fuoco. Dipende un po’ se usate un vinaccio da tavola o no, nel primo caso allora forse è meglio che lo mettiate prima…

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44 anni, doppio papà, si occupa da aaaaanni di comunicazione web. Genovese all’anagrafe ma in realtà di solide origini senesi, ha sposato una fiamminga francese creando così un incasinato cortocircuito di tradizioni enogastronomiche

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