Aargh! Serve un’aromatica in cucina!

da | Gen 13, 2011

Genova, 22 dicembre 2010 – ore 11.45 – fruttivendolo sotto casa
Sono fottuto. Sono al capolinea. Il piano è andato a monte. Ho accarezzato il sogno quando ancora era confuso, ho creduto di averlo in pugno, quando ogni puzzle, lentamente, andava al suo posto. Ma è mancato lo sprint finale, porcodiuncane. Non ho trovato la maggiorana. Ma è fondamentale, nella ricetta delle lattughe in brodo.

Camogli, 1 gennaio 2011 – ore 17.30 – auto sfrecciante nel ghirigoro della Ruta
– Tu che ne sai, dimmi un po’.
– Ti dico.
– Esiste una pubblicazione completa che raccolga erbe e spezie, una sorta di enciclopedia, che spieghi il loro utilizzo, con illustrazioni, storia e ricette?
Silenzio nell’auto.

Genova, 19 dicembre 2010 – ore 18 – supermercato sotto casa
Due foglie d’alloro, porcodiuncane. Perché devono essere sempre rinsecchite e inodore nelle vaschette preconfezionate che vendono al supermercato? Due foglie d’alloro, un gambo di prezzemolo, un rametto di rosmarino, che cazzo di odori sono questi?

Castagnole delle Lanze, always – orto davanti casa
La pianta di rosmarino è forte. Per farla seccare, servirebbe uno di quegli inverni che i vecchi raccontano, e che forse c’erano solo al tempo della guerra, perché una disgrazia non può venire scompagnata.

Genova, 24 dicembre 2010 – ore 14 – Ipercoop
Corsa contro il tempo. Infilo l’auto nel parcheggio sotterraneo. Schivo il nero che mi chiede un euro. Non si sa mai. Potrebbe essere dei loro. Vado nel reparto frutta. Un macello, esclamo, sorpreso, vedendo la scena. Un’addetta alle vendite di natale mi corregge. “No, siamo nel reparto frutta, la macelleria è due scaffali più avanti”. Non la degno di risposta, e ripeto, questa volta mentalmente. Un macello. La gente è presa da un morbo strano. Si riversa a frotte sulla frutta incellophanata, la annusa, sa di plastica. Palpa le arance con una mano mentre l’altra strofina una banana. C’è tensione, sulla scena. Io sono nella scena. Ma io so cosa devo fare. Mi dirigo sicuro, tra il prezzemolo e le carote, e finalmente la trovo. Una vaschetta di maggiorana. Dieci esili grammi a 99 cents. Ovvero, cento euro al chilo. Ma l’ho trovata. La ricetta è salva. Pago, esco, e sono tranquillo. A questo punto, posso dare pure il cent, al nero, che se anche fosse dei loro, ormai sono al sicuro. Le lattughe in brodo s’hanno da fare.

Dal Sabatini Colletti
alloro [al-lò-ro] s.m.
1 Albero sempreverde con fiori giallini a ombrella, bacche nere e foglie coriacee aromatiche, usato anticamente per intessere le corone dei vincitori
2 fig. Onore, gloria || mietere nuovi a., avere altri successi | dormire, riposare sugli a., adagiarsi su un successo
3 Foglia, ramoscello della pianta usati nella preparazione di cibi: cucinare l’arrosto con l’a.

Voltri, 22 luglio 2010 – ore 21.30 – Da U Santu, osteria
In tavola un’insalata di acciughe, buona, saporosa, nasconde un sapore diverso ad ogni boccone. Ma c’è un’aroma che non capiamo. Una nota piacevolmente acida, vagamente balsamica. Sa di limone, sa d’erba odorosa. Cosa può essere. Solo il saggio Jules svela l’arcano. “C’è del timo limonato”. La cameriera conferma, ma nell’istante in cui Jules parlò, noi smettemmo di dubitare.

Dal ricettario Verrigni – prima ricetta
“Superspaghettoni con acetosella arancia e bottarga”.
Acetosella? Porcodiuncane, dove la trovo ora l’acetosella?

Con questo attacco vagamente ellroyano, pongo una questione basilare.
Se per le spezie e le erbe seccate ci sono (poche poche poche) drogherie fornite, per gli odori freschi, dove dobbiamo sbattere la testa? E’ un problema solo mio reperirle o condivido la questione con tutti quelli che ai fornelli si mettono per davvero? E che magari non accettano di sostituire il timo con il rosmarino e la maggiorana fresca con quella secca? Il problema è serio. E se sento spesso nominare, tra i trend del momento, la cucina con i fiori (occhei, va bene, ma dove li trovo io i fiori?), io già faccio più fatica a trovare due foglie d’alloro in città che un briciolo di serietà in Berlusconi. Ed è tutto dire. In attesa di qualche consiglio, ci ragiono un po’ su, e metto questo post nello scaffale “Gli argomenti da approfondire”.

Autore

Alessandro Ricci

Sotto i 40 (anni), sopra i 90 (kg), 3 figlie da scarrozzare. Si occupa di enogastronomia su carta e web. Genoano all’anagrafe, nel sangue scorrono 7/10 di Liguria, 2/10 di Piemonte e 1/10 di Toscana. Ha nella barbera il suo vino prediletto e come ultima bevuta della vita un Hemingway da Bolla.

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