Papille scoop: Mr Eataly parte da Genova per una traversata oceanica in barca a vela. Ecco i ragguagli

da | Mar 31, 2011

L’apertura di Eataly a Genova è notizia recente (l’abbiamo letta qui, qui e qui) e, da genovesi, ci fa piacere. Il vulcano Oscar Farinetti riuscirà a smuovere le acque di questa Superba che pare galleggiare sempre a vista, senza mai riuscire a spiccare definitivamente il volo? Il prossimo 25 aprile ci troveremo con 2000 metri quadrati in più dedicati al gusto, nel cuore del Porto Antico. Una data non casuale (con Farinetti le date non sono mai casuali, e “Genova è stata una città che è riuscita a liberarsi da sola, nel 1945: mi piace l’idea di celebrare così questa importante giornata” dice mr Eataly), per la nuova scommessa di Farinetti, che punterà sul valore delle nuove resistenze e sul tema dell’immigrazione/emigrazione (altro tema centrato per una città di mare e di passaggio come Genova). Ma ieri ho avuto l’occasione di intervistare Farinetti al telefono (per un articolo sulla tendenza dei ristoranti monotematici, di cui Eataly è stato in Italia l’apripista, che sarà pubblicato sulla rivista Papillon di Paolo Massobrio) e ai margini della chiacchierata gli ho chiesto qualche ragguaglio sull’apertura genovese. Farinetti si è sbottonato e mi ha rilasciato qualche succosa anticipazione.

Se già erano apparsi dei rumors sulla attraversata oceanica in barca a vela in compagnia del velista Giovanni Soldini, non erano ancora chiari molti dettagli. Intanto, la partenza sarà proprio da Genova, il 25 aprile, per un viaggio che li porterà fino a New York, dove arriveranno il 2 giugno, dopo 37 giorni di mare. Motivo del viaggio? Se qualcuno, malignamente, sosterrà che è solo marketing e pubblicità, Farinetti ci regala un immagine suggestiva: “Vogliamo far conoscere al Marino, il vento del mare, i suoi figli: i prodotti eccellenti italiani che godono di lui per i processi di maturazione, stagionatura e affinatura”. Nella barca, dunque, saranno stivati 92 prodotti gastronomici italiani (salumi, formaggi, vini).

Il viaggio sarà suddiviso in quattro tappe (con scalo a Palma de Maiorca, Gibilterra e Madeira), ognuna delle quali percorsa in compagnia di un grande chef: e se a salpare da Genova sarà Ugo Alciati, toccherà poi a Massimo Bottura (festeggerà in barca la notizia che lo vedrà al terzo posto della classifica mondiale dei cuochi 2011? -attenzione, anche questo è uno scoop, catturato direttamente dalla bocca di Walter Massa da Monleale, ma sarà vero?), Moreno Cedroni e infine allo chef americano Mario Batali.

Tutto qui? Nemmeno per sogno. Durante la traversata Farinetti elaborerà, con la partecipazione di amici e intellettuali (Alessandro Baricco, Lella Costa, Riccardo Illy e Carlo Feltrinelli i nomi anticipati), un documento in sette punti chiamato “7 mosse per l’Italia“, che sarà consegnato il 2 giugno al console italiano di New York, per poi finire nelle mani del Presidente Giorgio Napolitano. 7 mosse per l’Italia diventerà anche un sito (non è ancora attivo, sarà www.7mosse.it e verrà presentato il 7 aprile alle ore 17 nella giornata inaugurale di Vinitaly), sul quale saranno chiamati ad intervenire gli italiani.

E intanto mi domando se Farinetti non sia, oltre che un genio del marketing e un uomo capace di trasformare in un’idea vincente e unica una serie di spunti semplici e quasi banali (perché questo è Eataly, in fondo), anche un personaggio afflitto da qualche eccesso di megalomania. Ma a volte (in Italia purtroppo siamo costretti a casi meno fortunati) è bene così, visti i risultati…

Autore

Alessandro Ricci

Sotto i 40 (anni), sopra i 90 (kg), 3 figlie da scarrozzare. Si occupa di enogastronomia su carta e web. Genoano all’anagrafe, nel sangue scorrono 7/10 di Liguria, 2/10 di Piemonte e 1/10 di Toscana. Ha nella barbera il suo vino prediletto e come ultima bevuta della vita un Hemingway da Bolla.

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