Timide colazioni. Ovvero, la ricetta di un plumcake

Andiamo subito al sodo, anzi, al fragrante. Questa è la storia di una colazione offerta da una timida che cercava di trovare il suo cuor-di-leone.
Tutto ha inizio ad una festa in cui incontro Adam. Conoscete certamente quella situazione in cui per strada non si cammina più soli, perché un tot di ormoni vi scorta costantemente. La sensazione da adolescenti con i brufoli, le cui camere sono disseminate di poster di ragazze tettute e maschietti pettoruti.

“Un-amico-che-Adam-lo-conosce-bene” mi aveva convinto della giustezza di questo struggimento, raccontandomi una sua storiaccia amorosa fatta di cappuccini seriali. In pratica si era procurato una intossicazione da caffeina per conquistare la sua Giulietta. “E poi siete carini insieme”, dice.

Notti insonni, aspettative, segni zodiacali. Niente. Risultato: gli ormoni erano sempre lì e Adam perseverava a portarsi addosso un aspetto da idealista sfigato che mi piaceva pazzamente.
La tattica “mi piaci un sacco e ti evito. Sicuramente capirai questo segnale, sono timida quando si tratta di sentimenti, dai, pure un comodino lo capirebbe” non funzionò affatto.

Era il momento di esporsi con un gesto eclatante: fargli recapitare in ufficio la colazione e dichiarare il mio desiderio di conoscerlo meglio. Avevo smobilitato lo chef (se l’avessi prodotta io questa brioche coraggiosa, non sarebbe mai lievitata dall’emozione), richiesto supporto ad un postino-amico per recapitare il pacchetto, cercato la carta adatta per un biglietto di accompagnamento che non sarei mai riuscita a firmare. Avevo creato una macchina perfetta per recapitare il dono e registrare la sua reazione –naturalmente- positiva.

Invece è successo il disastro. No, non ho mandato la brioche alla persona sbagliata.

A due giorni dalla “missione” vengo a sapere da un conoscente che l’idealista coltivava un amore per nulla platonico per una donna, bella, bionda, senza doppie punte e forse un po’ gattamorta: non so se lei gli ha portato la colazione, ma sicuramente lo ha intortato.
Miao, che mal di cuore. Gli ormoni mollarono il colpo consapevoli che la missione era disperata. In quel momento decisi che mai più avrei sprecato tempo a pensare che la presunta parità dei sessi consente anche ad una donna di prendere l’iniziativa. Non funziona.

Molte colazioni sono passate. Confesso che preparare quanto di più buono si può assaggiare appena svegli è una occupazione che continua ad appassionarmi davvero.

Ecco i perché di questa ricetta, una morbidezza senza burro a cui sarà impossibile dire di no.

 

Plumcake

Tempo: circa mezz’ora per la preparazione dell’impasto, 40 minuti di cottura.
Attrezzatura: Una teglia da plumcake, uno sbattitore elettrico
Ingredienti:
2 uova
100 gr zucchero
180 gr farina
100 ml latte parzialmente scremato
70 ml olio di semi
2 pere di grandezza media
8gr lievito (c.a. mezza bustina)
cioccolato fondente q.b.
sale q.b.

La ricetta

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Con lo sbattitore elettrico montare due uova con 100 gr. zucchero e unire lentamente 70 ml di olio di semi continuando a mescolare.

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Unire 180 gr. di farina, 100 ml di latte e mezza bustina di lievito, una presa di sale e mescolare il composto. Aggiungere pezzetti di cioccolato fondente a piacere.

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Imburrare una forma da plumcake e versare il composto. Ricoprire tutto con le fettine di pera tagliate sottili.

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Infornare a 180° per 40 minuti. E buona giornata!
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Lady Papilla, il tocco femminile che mancava a quei tre. Donna dai mille interessi e perennemente in movimento, scrive ricette e dispensa consigli per sopravvivere ai sentimenti e agli ormoni

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