Il sabato del villaggio

da | Ott 16, 2010

Il profumo di viola e alcol di una barbera spessa, un pezzo di pane del giorno prima, strofinato di aglio, e acini di moscato schiacciati sopra, a fare la soma d’aj. Due fette di salame cotto, e poi salame crudo. Uno spicchio di robiola e una fettina di Raschera, stagionato. Un pranzo da Bottura? No, oggi il mio orizzonte è meno vasto. Una merenda sinoira mi basta. Tra quattro vigne disadorne, già spogliate del loro frutto, con l’odore della terra addosso, e una visione di pallido sole oltre la nebbia inconsistente e il cielo incombente. Una cesta di paglia come seduta, dove appoggiare i miei pensieri. E per dolcezza finale, una passeggiate tra i filari a cercar grappoli sparuti lasciati indietro per dimenticanza. Is there anybody out there?

Foto: © photolupi (2007) – da Flickr.com


Autore

Alessandro Ricci

Sotto i 40 (anni), sopra i 90 (kg), 3 figlie da scarrozzare. Si occupa di enogastronomia su carta e web. Genoano all’anagrafe, nel sangue scorrono 7/10 di Liguria, 2/10 di Piemonte e 1/10 di Toscana. Ha nella barbera il suo vino prediletto e come ultima bevuta della vita un Hemingway da Bolla.

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