Vinix Grassroots Market, ovvero una Stratocaster per amica

da | Feb 10, 2013

Quando parlo degli amici divento sempre un po’ sdolcinato.

Dovrei spiegare per bene cos’è Grassroots Market, la sua ultima creatura, una specie di gruppo di acquisto online “leale, diretto, dal basso”, lanciato da qualche giorno come costola del social network dedicato ai vinofili Vinix. Facciamo così, la prima parola chiave tra quelle che ho proposto a Filippo Ronco per questa pseudo intervista, sarà proprio quella: Vinix Grassroots Market, @grassroots e #vgm per i followers. Al resto ci pensa il video qui sopra.

Grassroots Market è, dice Filippo: “Un grande sogno realizzato. L’idea di poter creare una cosa nuova e straordinaria che potesse migliorare la mia vita migliorando contemporaneamente quella di molte altre persone”. L’idea è quella di poter comprare vini direttamente dal produttore, e fin qui. #vgm però ti dà la possibilità di acquistare insieme ad altri, e fin qui. Però più si è meno si paga. Normale sconto comitiva, si potrebbe dire. Ok, non è l’invenzione della ruota, ma un sistema molto efficace – 2.0 si dice oggi – che sfrutta le potenzialità di internet per fare quello che si poteva fare anche prima, con meno fatica e in certi casi molta convenienza. E scusate se è poco.

Poi mi viene subito in mente il sublime lagèrto cotto sul barbecue in una sera d’estate con un gruppo di amici cenanti a lume di candela, appena finito Terroir Vino (altra keyword: evento enologico di altissima qualità organizzato a Genova, tenacemente organizzato da Filippo, e da lui definito un “teletrasporto enogastronomico”. Non chiediamoci perché). Per la cronaca, la ricetta del lagèrto è stata copiata all’istante.

E certo, la mattina seguente si sveglia e pensa a Vinix (altra parola chiave) o qualche altra idea bislacca. Per Filippo è: “Restare bambini, giocare a Mark Zuckerberg, percezione (sbagliata) di controllo, sorpresa, folgorazioni, impegno, cose impossibili, lavori massacranti, gioia immensa, terrore immenso”.

Filippo, la moglie Elena (santa donna) e due splendide criatùre – ovvero “stabilità, rigore, onestà, fermezza, sicurezza, appiglio, salvagente, punto fermo” – è la famiglia (keyword) 2.0 delle terre papille. Anzi, no. Quasi terre papille, che quando ci dice: “Belìn una volta vengo a Genova e ci facciamo un giro nei vicoli che io mi perdo” ti viene voglia di menarglielo a sangue, manco abitasse a Lamezia Terme e non nel paradisiaco Tigullio.

Appena accenni alla parola chiave musica si ingrifa. E si che mettere anche hobby vicino è da fessi, mea culpa. “Se suonare la Stratocaster dopo pranzo e prima di cena strimpellando assoli blues e funky su basi in loop può essere considerato un hobby, bé, allora è il mio hobby”. Lui che – lo sapevamo anche prima – organizza da anni una cena di gala a Terroir Vino solo ed esclusivamente per fare il pezzaccio alla chitarra in piena digestione. I gusti li ho mandati a un amico strizzacervelli: “Jamiroquai, Lenny Kravitz, Casino Royale, Paolo Conte, Sade, Saint Germain, BB King, Gary Moore, George Michael e tanta roba che non avrete neanche mai sentito nominare molto cool e molto gggiovane”.

Dice che la seconda cosa più bella che gli si può chiedere di fare insieme è un viaggio in moto (parola chiave ruote: questa la sapevo). La prima, se non è una schitarrata, sulla quale lo deluderei, non mi azzardo a chiedergliela.

Filippo insomma per noi papilli, è stato una bella scoperta, una o più passioni in comune e la voglia di vedersi senza lasciar passare troppo tempo. Magari a bere un bicchiere. Vino è la prossima keyword: “La distensione. Gli amici. La sera. Un’esaltatore di emozioni. Un fardello. Una strada presa”.

Negli ultimi tempi è stato parecchio indaffarato a far decollare la sua ultima invenzione da piccolo Mark. Noi, da piccoli papilli, un po’ glielo menavamo che è da un anno che dice che parte, un po’ lo invidiavamo per quella sua caparbietà che vorremmo tanto avere.

Nelle prime cordate Grassroots hanno già raccolto decine e decine di persone. È una bella idea, un altro strumento per far comunità (ultima keyword), per tagliare le distanze e mettere in comunicazione comunità di produttori e di appassionati. Ah già comunità, lui dice che è: condivisione, sostegno, comprensione.  Da oggi è anche una cordata tra amici.

Autore

Daniele Miggino

Lavora sul web sotto diverse spoglie da svariati anni. Mezzo piemontese e mezzo lucano, è nato a Genova. Nella sua stirpe si trovano contadini e zii d’America, osti e viaggiatori. Sarà per questo che è uscito fuori così.

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