Non è facile parlare di Terroir Vino, la manifestazione organizzata da Tigullio Vino che è andata in scena lo scorso weekend ai Magazzini del Cotone di Genova (voto 9 alla location). Noi Papille Clandestine siamo stati domenica all’unconference e lunedì alla rassegna dei vini. Non è facile parlarne perchè gli spunti sono tanti, quasi troppi. Tralasciando per un attimo l’unconference (ma ci ritorneremo, con due o tre riflessioni scaturite dall’incontro), e concentrandoci sui vini assaggiati, bisogna ancora una volta fare i complimenti agli organizzatori, perchè la qualità media delle bottiglie è stata alta. Insomma, ovunque si cadeva, si cadeva bene, con un giudizio che dal buono non poteva che salire.

Allora, cosa ricordare? Ho cercato di assaggiare cantine che non conoscevo, ma ho comunque provato i vini di qualche cantina che mi piace, e molto. Tra queste, senz’altro Eugenio Rosi: grande il marzemino Poiema, un vino che fa storia a sé nell’universo trentino dei marzemini,  così come l’Esegesi (cabernet sauvignon e merlot), il 5seisette, cabernet franc di tre annate, in una sorta di metodo solera che regala un vino dai profumi vegetali e speziati dal sorso elegante e persistente e l’Anisos (pinot bianco, nosiola e chardonnay); Podere Terenzuola (superlativo il Vermentino Fosso di Corsano; eccellente il Vermentino Nero, particolarissimo il Merla della Miniera) e Marco Rabino, la cui Barbera Castlè è proprio come deve essere una barbera: rigorosamente acciaio, profumata, fresca, dal sorso pieno.

Tra le cantine a me sconosciute, ecco qualche nome. Decisamente interessante il gewurztraminer 09 di Brunnenhof Mazzon- Kurt Rottensteiner, fresco e minerale, una bella mela al naso, un sorso che non stanca ma soddisfa. Su altre note, il gewurztraminer 09 di Kobler, che al naso colpisce per un evidente profumo di acqua di rose e una leggera speziatura (chiodi di garofano). Elegante l’Amarone Moropio di Antolini. Bella scoperta la Cantine Cipressi (Molise), che ho apprezzato per il Tintilia 07, da applausi (naso davvero complesso, persistenza lunghissima) e la Falanghina 09 (che mi ha colpito più al naso che in bocca). Fuori dall’ordinario i vini di Bressan Nereo: il Carat 04, blend di tocai, ribolla e malvasia, il pinot nero 04, lo schioppettino 04 e il pignolo del 1999.

Scavalicando tutta l’Italia, andando in Sicilia, a Camporeale (Palermo), ecco la splendida cantina Porta del Vento – Agricola Marco Sferlazzo: appagante il Cataratto (08 e 07, che differenza tra le due annate, col 2007 dominato da note vegetali), il Rosè Perricone, il Maquè Nero d’Avola e il Maquè Perricone (davvero un gran bel vino). Fuori dagli schemi il Cataratto 08 Saharay, di un bel colore ramato, conseguenza di una macerazione di 30 giorni sulle bucce. Tra i vini passiti, da applausi il Ramandolo passito di Maurizio Zaccomer, commovente lo Sciacchettrà di Cheo. Per altri consigli, vi suggerisco il post di Intravino sulla manifestazione.

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Sotto i 40 (anni), sopra i 90 (kg), 3 figlie da scarrozzare. Si occupa di enogastronomia su carta e web. Genoano all’anagrafe, nel sangue scorrono 7/10 di Liguria, 2/10 di Piemonte e 1/10 di Toscana. Ha nella barbera il suo vino prediletto e come ultima bevuta della vita un Hemingway da Bolla.

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