Grande, la pasta di Gragnano. Erotica, con la sua porosità accentuata, la capacità di catturare il sugo e non lasciarlo più, senza però perdere la giusta mordenza, la propria identità. Ne apro un pacchetto, mi faccio un sughetto semplice semplice, pomodori freschi buttati lì, con un filo d’olio, uno spicchio d’aglio, un leggero trito di erbe aromatiche. Il tempo di cuocere la pasta, poi l’incontro in padella. Che meraviglia! Sto così bene che mi viene voglia di fotografarla, la pasta. E l’ho fatto. L’ho incontrata sotto un palmizio, e poi dieci indiani attorno ad un lago, e in coda verso la pentola, ho conosciuto l’individualista, l’incompresa e il lavoro di gruppo. Sto impazzendo?
3 Commenti @ "Fotografando grano duro"
rosanna
9 settembre 2010, ore 17:04
forse si ……. ma era ora
daniele
9 settembre 2010, ore 22:36
c'era da aspettarselo che prima o dopo questa passione diventasse pericolosa
Pac man da mangiare | papilleclandestine
13 settembre 2010, ore 17:38
[...] Fotografando grano duro [...]