Questi mondiali li ricordiamo bene. Alcuni di noi ancora non c’erano, o erano troppo piccoli per avere ricordi diretti. Ma quell’edizione spagnola è nell’immaginario di tutti. Perché l’Italia non vinceva un mondiale dal 1938.
A volte penso che sia solo un pretesto, il cibo, per parlare d’altro. Parlare di gesti, e paesaggi, fare letteratura, descrivere incontri. Mi accade quando ho la pancia piena. Quando inizio a sentire i morsi della fame, invece, sono ragionevolmente certo che parlare di cibo non è altro che parlare di cibo. Linda mi dice [...]
Le dittature, si sa, amano farsi belle ospitando importanti manifestazioni sportive. Anche l’Argentina di Videla ha la sua occasione per nascondere l’orrore quotidiano sotto lo zerbino e mostrare al mondo il suo volto migliore.
Negli ultimi mesi il vicolo sotto casa mia ha conosciuto una vera e propria invasione di fruttivendoli marocchini. In tre hanno aperto; che su cento metri di via, e contando che ce n’erano già altri due, non è poco. Nella polleria ufficiale del quartiere, di fronte al tavolino del pollo arrosto dove troneggiano le foto [...]
Fontanegli dista solo pochi tornanti da Molassana, meno di venti minuti dal traffico di Marassi e Brignole, ma è già un mondo a parte. C’è il campanile di una chiesa, qualche villetta bassa con un po’ di orto, tanto verde tutto attorno e ancor più in là. Capita anche di imbattersi in un ingresso su [...]
La Germania Ovest gioca in casa e sfrutta bene questo vantaggio. Squadra tosta, quella tedesca, come (quasi) sempre riescono a schierare i crucchi: potenza teutonica e volontà di ferro. Ma è una nazionale con classe: Beckenbauer e Gerd Müller, per intenderci.
Ci sono attimi che diventano ricordo nello stesso momento del loro scoccare. Il colpo di testa di Pelè su Burgnich è uno di questi: Pelè che sale altissimo, e Burgnich alto, e sembra che nessuno possa arrivare su quel pallone, e invece Pelè ci arriva, perchè, come un miracolo, rimane sospeso in aria per qualche [...]
Sette edizioni dei Mondiali e gli inventori del football sono ancora al palo. L’occasione per spezzare questa situazione arriva nel 1966, con l’organizzazione affidata proprio agli inglesi. Il Brasile stecca clamorosamente nel girone di qualificazione, l’Italia incappa nella sua peggiore batosta (Corea del Nord, Pak Doo Ik, ricordate?).
I brasiliani ci prendono gusto e, come già aveva fatto l’Italia nel ‘34 e ‘38, bissano il successo ottenuto quattro anni prima. Si gioca in Cile, e l’Italia viene fatta praticamente fuori dai padroni di casa, al termine di una partita famosa più per le botte (in campo) che per il bel gioco. Questo è [...]
E venne il tempo del Brasile, finalmente. La prima vittoria della seleçao, non è un caso, coincide con l’epifania del più grande giocatore brasiliano (e forse del mondo, ma qui ci si divide in due [o più] fazioni) di sempre: Edison Arantes do Nascimento. Più semplicemente, per tutti, Pelè.
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